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La amministrative di giugno

Catania si guarda allo specchio
Qual è il sindaco migliore?

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CATANIA - Adesso le carte sono scoperte. I bluff sono terminati. La consegna ufficiale delle liste dispone le armate delle singole coalizioni sul tappeto di una partita a risiko che porta dritti dritti alla conquista di Palazzo degli Elefanti. Ad un certo punto, allo scoccare del mezzodì di ieri in coincidenza con il deposito delle liste, la tensione si è tagliata col coltello. Si è capito che la posta in palio, alla faccia dei deficit veri o presunti delle casse comunali e delle emergenze quotidiane della città, è altissima. All’ufficio elettorale di Palazzo degli Elefanti, non c’erano, ovviamente, i diretti protagonisti a presenziare: al loro posto, una pletora ben catechizzata di collaboratori e pseudo-portaborse che hanno sfruttato sino all’ultimo istante a loro disposizione per consegnare le liste. Un moto perpetuo fatto di andirivieni con fogli, carpette e scarabocchi sotto il braccio. Ed allora, chi vuol essere sindaco di Catania? Già. Chi? Una competizione elettorale dove, almeno sinora, il vento dell’anti-politica non pare avere soffiato gelido e devastante come alle recenti tornate Regionali e Politiche.

Vale la pena mettere un pò di ordine. Dunque, sono in sei a contendersi il primato assoluto di primo cittadino. C’è il sindaco uscente Raffaele Stancanelli, che è sostenuto da un centrodestra che per l’occasione si è riscoperto unito e fiero ed è composto da quattro liste: Pdl, Forza Catania, Tutti per Catania, Grande Catania. C’è, poi, Enzo Bianco, che scende in campo sotto l’egida di un centrosinistra che prova a dimenticare le lotte intestine con sette liste a supporto: Pd, Megafono, Articolo 4, Patto per Catania, Sinistra per Catania, Primavera per Catania, Democrazia Federale. Con una lista a testa ci sono Maurizio Caserta con “Per Catania Maurizio Caserta sindaco"; Lidia Adorno con il “Movimento 5 Stelle”, Tuccio D'Urso con “Aggiusta Catania Tuccio D'Urso sindaco”; Matteo Iannitti per “Catania bene comune”.

E poi c’è la carica degli oltre 500 candidati al consiglio comunale (sono 45 gli scranni a disposizione) spalmati nelle 14 liste. Un plotone di aspiranti consiglieri che “giurano di amare Catania e di volersi spendere per lei”. Sarà. Ma l’approssimazione di alcune ricette espresse pubblicamente sono tutte da valutare. Un capitolo a parte lo meriterà, in appresso, anche il “reggimento” (altro che plotone) dei candidati alle sei Municipalità il cui “fascino” è resistito intatto nonostante i tagli e gli accorpamenti.

Infine, la squadra di governo con i primi assessori nominati. Con Stancanelli ci sono il vicesindaco indicato Nuccio Condorelli, Carmencita Santagati, Sonia Grasso, Sergio Parisi, Claudio Corbino, Ester Di Bartolo e Ruggero Razza. Con Bianco, Saro D’Agata, Angela Marzola, Valentina Scialfa Chinnici, Fiorentino Alessandro Orazio Trojano e Luigi Bosco. Maurizio Caserta ha designato Andrea Biagi, Valeria Calvi, Aurelio Di Fato, Clara Leonardi, Loretta Napoleoni, Cesare Santuccio. Con Tuccio D’Urso ci sono Antonio Guidi, Natale Capitanio, Pietro Rossi, Antonio Gulino, Graziella Coco, Mario Opinato. Nella squadra di Lidia Adorno ci sono, invece, Pierluigi Buttiglieri, Agostino Davide Maugeri, Paola Costante, Sebastiano Spina, Gianfranco Caudullo. E poi c’è Matteo Iannitti: con lui, Sara Giorlando, Sara Crescimone, Rosanna Aiello, Daniela Urso, Pasqualino Cacciola.

La grande corsa verso il 9 e 10 giugno è, dunque , scattata. In bocca al lupo, Catania. Gli scongiuri sono ammessi fin da ora.


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