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Cerimonia ai piedi del vulcano

Etna, nella Valle del Bove
un sentiero a Saro Ruspa

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eruzione, etna, operazione tappo, rosario di carlo, saro ruspa, Cronaca
La foto di "Saro Ruspa" raffigurata nella stele

La foto di "Saro Ruspa" raffigurata nella stele



ETNA. Molto più di una semplice cerimonia di protocollo. Quello di questa mattina lungo gli impervi e lunari sentieri della Valle del Bove, è stato il riconoscimento meritato all’azione ed alla passione con la quale l’uomo è riuscito a stoppare la spaventosa avanzata della lava eruttata dal vulcano; pronta ad inghiottire case e terreni. Quello di oggi è stato, allora, il giorno del ricordo di Rosario Di Carlo. Un omaggio ad uno degli uomini del vulcano che conosceva profondamente l'Etna e che, manovrando abilmente i mezzi meccanici al servizio delle unità di crisi nel corso di diversi eventi eruttivi, riuscì nell'opera quasi impossibile di aprire sentieri sulle lave incandescenti, per favorire il lavoro di chi era chiamato ad arginare i fronti magmatici che avanzavano verso i paesi etnei.

Rosario Di Carlo è ricordato soprattutto per l'opera svolta nell'eruzione del 1992, quando fu determinante, al fianco della Protezione Civile e dei Marines statunitensi, nella cosiddetta "Operazione Tappo" che interruppe l'alimentazione sotterranea dei fronti lavici, che minacciavano da vicino Zafferana, costringendo la lava a sgorgare nuovamente a monte. In quell’occasione, il 13 maggio 1992 – esattamente ventuno anni fa -, Rosario Di Carlo aprì un sentiero in Valle del Bove, denominato da allora in poi “Saro Ruspa”, che facilitò le operazioni e che, oggi, è un punto di riferimento per l’escursionismo sull’Etna.

Questa mattina, sull'Etna presso le "Case di Pietracannone" sulla Mareneve in territorio di Milo, la stele in pietra lavica in ricordo del Cavaliere Rosario Di Carlo, recentemente scomparso e che molti ricordano, come detto, col soprannome di "Saro Ruspa". Ricorda Alfina, moglie del cavaliere: "Veniva calato con l'elicottero nella Valle del Bove e lì, in quel periodo, ogni ogni giorno svolgeva il suo lavoro. Si è anche ammalato respirando quelle polveri e quei gas".

“Quasi una figura mitologica quella di Rosario “Ruspa” e che è legata alla storia dell’Etna: siamo felici che oggi si sia potuto rendere il giusto omaggio” spiega il presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia. La cerimonia, caduta proprio nell’anniversario della nascita di quella pista, è stata voluta dalla famiglia Di Carlo, intenzionata a tenere viva la memoria del proprio congiunto. L'inaugurazione è stata patrocinata dal Comune di Biancavilla, dove Rosario Di Carlo nacque e morì.


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