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i funerali

Il saluto a Peppe Musumeci:
"Ci darai tu la forza"

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Catania, giuseppe musumeci, infarto, morte figlio Nello Musumeci, Cronaca

La folla saluta Giuseppe Musumeci



CATANIA. “In questo momenti è facile cadere nella retorica”. Lo ha detto padre Alfio Spampinato nell’omelia pronunciata oggi durante le esequie in suffragio di Giuseppe, figlio dell’ex presidente della Provincia regionale di Catania e vice segretario nazionale de La Destra, Nello Musumeci, morto prematuramente lunedì scorso per un arresto cardiaco. Erano tanti i presenti, dentro e fuori la chiesa di Sant’Antonio delle suore cappuccine di viale Mario Rapisardi. Moltissimi, ovviamente, gli esponenti del mondo politico isolano. Da Rosario Crocetta al sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone al neo sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta. C’era anche Francesco Storace, leader de La Destra e amico personale dello stesso Nello Musumeci. Erano in tanti anche i dipendenti della provincia regionale, i curiosi, ma soprattutto gli amici, di Giuseppe come di Nello. Un abbraccio dunque che supera qualsiasi appartenenza di colore politico, qualsiasi incomprensione, qualsiasi distanza e che racconta l’affetto di una comunità per una personalità autorevole, ma soprattutto per l’uomo.

Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso dalla bara in chiesa, interrotto soltanto dal singhiozzo dei pianti. Nel viso disperato di Nello Musumeci è scolpita la tragedia di un padre. Un volto dai tratti inediti, che ha poco a che vedere con l’immagine rassicurante e vincente che il politico di Militello ha offerto negli anni dall’alto delle cariche istituzionali ricoperte. “Voi oggi mi chiedete una parola consolatoria – ha chiosato Padre Spampinato - ma io non ho nessuna consolazione da consegnarvi, neanche il Papa ce l’ha. È lo Spirito Santo a consolare e ce lo da Gesù Cristo. Se siete in tanti oggi, è perché Giuseppe vi ha amati. Quello di oggi non è un addio, ma solo un arrivederci. Come diceva san Paolo, allo squillo di tromba ci rialzeremo”.

Il saluto della famiglia Musumeci è stato affidato alle parole commosse del fratello Giorgio, che è salito sul pulpito con accanto il fratello Salvo, il più grande tra i figli: “Beppe ti amiamo. Potremo colmare questo dolore solo con la forza che ci darai”.

LA DIRETTA. Ore 11.50. La bara di Giuseppe esce dalla chiesa. Il feretro viene accompaganato da un profondo e rispettoso silenzio che si sfoga in un lungo applauso quando il carro funebre si allontana per dirigersi verso l'abitazione del giovane figlio di Nello Musumeci, poco distante. A seguirlo c'è un lungo fiume di persone.

Ore 11. La salma di Giuseppe Musumeci è in chiesa. Una folla immensa si è radunata fuori la parrocchia di viale Mario Rapisardi per salutare per l'ultima volta il figlio dell'ex presidente della Provincia, stroncato da un infarto del miocardio l'altro ieri e ritrovato esanime nella propria abitazione. Presenti anche Francesco Storace e Rosario Crocetta. È stata scelta una chiesa sobria per le esequie di Giuseppe Musumeci.

Una parrocchia forse troppo piccola per contenere la folla di amici, conoscenti e di tutte quelle persone che nelle ultime 48 ore hanno inondato di commenti le pagine del nostro sito e riempito le bacheche dei profili facebook e twitter del presidente Musumeci. Ma proprio lì accanto, a pochi metri dalle suore cappuccine, Giuseppe viveva con il padre Nello. La mamma Giovanna e il fratello, Giorgio, che vivono a Londra, sono arrivati l'altro ieri in città.

Gli amici più intimi, che hanno avuto modo di incontrarlo, parlano di un ex presidente della Provincia devastato da un dolore insopportabile; lo definiscono il "fantasma di se stesso", per il suo stato d'animo.

 

 

 


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