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Netturbini di nuovo in piazza
“Proseguiremo ad oltranza”

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Aimeri Ambiente, giarre, protesta netturbini, Rosario Garozzo, Cronaca
GIARRE - E’ iniziato stamani senza preavviso lo sciopero dei netturbini dei 14 comuni dell’Ato Ct1 e questa volta, minacciano, proseguirà ad oltranza. Riuniti davanti al palazzo comunale di Giarre i dipendenti dell’Aimeri Ambiente hanno manifestato pacificamente. Al centro della nuova protesta ancora una volta gli stipendi, fermi a febbraio e addirittura al mese di dicembre per tredici lavoratori. Una situazione non più tollerabile, dicono, vista la mancanza di garanzie da parte dell’azienda.

“Non abbiamo ricevuto risposta da nessun ente, né dall’Aimeri, il nostro datore di lavoro, né dalla Joniambiente – dice uno dei netturbini - Tutti fanno orecchie da mercante. Oggi abbiamo iniziato con una manifestazione spontanea. Chiediamo scusa a tutti i cittadini ma continueremo la nostra lotta perché vogliamo rassicurazioni per le nostre famiglie. Invito anzi la cittadinanza a protestare insieme a noi - conclude - perché i cittadini pagano le tasse ed è giusto che venga reso loro il servizio. Noi proseguiremo ad oltranza fino a quando si sbloccherà la situazione”.

I netturbini hanno incassato anche la solidarietà delle organizzazioni sindacali. “Appresa la notizia – spiega Alfio Leonardi della Cgil - abbiamo manifestato la nostra solidarietà ai lavoratori perché è innegabile il disagio che ormai si protrae da mesi. I lavoratori ancora una volta sono stati costretti a fermarsi. Adesso ci attiveremo anche con altre iniziative volte alla tutela del diritto allo stipendio”. Rosario Garozzo della Cisl sottolinea il disagio dei tredici dipendenti che ormai da quattro mesi non ricevono lo stipendio. “Purtroppo la situazione per loro è ancora più grave – dice a LiveSiciliaCatania Rosario Garozzo - Già se non prendi lo stipendio mensilmente hai delle difficoltà, immaginiamo come possano stare questi ragazzi che non lo ricevono da dicembre. Attiveremo tutte le procedure a livello sindacale, contattando anche il prefetto. A questo punto – conclude Garozzo - vogliamo che si rispetti l’ordinanza firmata da Crocetta la scorsa settimana e cioè che ogni comune si assuma la responsabilità sia del servizio che del pagamento dei lavoratori”.

La minaccia di bloccare il servizio fino all’arrivo delle mensilità, rischia di paralizzare a lungo il servizio nei 14 comuni della fascia ionico etnea. “E’ una situazione preoccupante – ammette il rappresentante del collegio dei liquidatori della Joniambiente, Francesco Rubbino – Siamo alle solite. I comuni non pagano e l’Aimeri avanza un credito di oltre 8 milioni di euro”. L’azienda milanese nei giorni scorsi è stata raggiunta anche da una sanzione di quasi due milioni e mezzo di euro, comminata dalla società d’ambito per una serie di inadempienze nello svolgimento del servizio, tra l’agosto e il dicembre dello scorso anno. Una nuova scure che si abbatte su un’azienda che versa ormai da mesi in gravissime difficoltà finanziarie. Domani molti mezzi per la raccolta, secondo voci sempre più insistenti, potrebbero non essere più in grado di circolare, per la scadenza della polizza assicurativa. A questo si aggiungerebbe la mancanza di liquidità per il carburante. In queste ore la Joniambiente, che ha in cassa 350mila euro, sta cercando di ottenere rassicurazioni dai vertici dell’Aimeri perché si impegnino a girare buona parte della somma ai dipendenti, per scongiurare che il blocco del servizio si protragga anche nei prossimi giorni. Rubbino si rivolgerà anche al prefetto.

 


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