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Il coordinatore politico del pd

Marano e la "ricetta Bianco"
E su Leanza: "Ci sosterrà"


, Politica
CATANIA – "La nostra ricetta sarà la buona amministrazione". Francesco Marano, coordinatore politico della campagna elettorale di Enzo Bianco, è convinto che sia mancato questo alla città negli ultimi anni e che bisognerà partire da qui per risollevare le sorti di Catania.  In politica da tempo, da quando, nel 2005, si è candidato alla terza circoscrizione, Marano ha un'esperienza lunga ed importante all'interno del partito democratico e al fianco di Enzo Bianco, con cui collabora da anni. Un curriculum di tutto rispetto, dunque, per il giovane esponente politico tutt'ora consigliere alla terza circoscrizione e coordinatore nazionale della Consulta Anci delle municipalità, che si è sempre occupato di definire e gestire importanti attività del PD.

Lei è legato da tanto tempo all'ex senatore democratico, oggi candidato sindaco di Catania del centrosinistra. Ha scommesso su Bianco tempo fa?

Sì. Più che una scommessa però direi che da tempo credo in un progetto, in quello del rilancio della città. In qualcosa in cui Enzo Bianco ha puntato prescindendo dalla candidatura a sindaco, maturata soprattutto negli ultimi mesi. L'impegno è stato costante e Bianco è riuscito a svolgere incarichi delicatissimi e importanti a Roma, e a impegnarsi contemporaneamente per Catania, dove ha mantenuto la presenza, svolgendo un ruolo di leadership dell'opposizione alle giunte di centrodestra, affiancando a questo la proposta di idee e di iniziative per la città.

Come si spiega la scelta di affidarle il coordinamento politico della campagna elettorale da parte di Enzo Bianco?

La scommessa di Enzo Bianco è verso i giovani, verso le nuove leve da valorizzare. E io ne sono testimone diretto. Poi credo che la screlta sia stata dettata dalla stima nei miei confronti, oltre che dal fatto che ho curato, sia dal punto di vista politico che da quello organizzativo, numerose iniziative del centrosinistra in questi anni.

Tornando alla campagna elettorale, che si preannuncia scoppiettante, su cosa punterete voi per spuntarla contro gli avversari?

Noi punteremo a fare emergere tutte le energie positive, tantissime, come stiamo coprendo giorno dopo giorno, che stanno sotto la cenere della malamministrazione che in questi anni ha coperto la città. Da quando abbiamo aperto Casa Catania, un punto di aggregazione diverso dal solito, in cui facciamo soprattutto attività civica, abbiamo scoperto che, nonostante ci sia una pesante crisi economica, sociale e soprattutto civile, c'è una gran voglia di riaccendere la luce in questa città.

Qual è la "ricetta Bianco" per dare seguito a tutto questo?

Quella di ridare entusiasmo alla città e soprattutto di amministrare bene. Sembra una cosa scontata ma non lo è: in questa città manca una normale amministrazione. Dalle buche nelle strade, al verde pubblico, ai trasporti: non c'è settore in cui vi sia programmazione ma nemmeno normale amministrazione. Il sindaco Stancanelli da un lato ha svolto male un ruolo da semplice ragioniere per quanto riguarda l'aspetto finanziario, lasciando peraltro la cittá in pre-dissesto finanziario, e, dall'altro, ha fatto il notaio per quanto riguarda gli atti dell'amministrazione, disinteressandosi di moltissimi aspetti della vita cittadina. Insoma, non si è comportato da primo cittadino. Questo é il motivo per cui Catania sembra, lo abbiamo detto più volte, in mano a nessuno. La prima cosa che farà Bianco appena sarà eletto sarà proprio quella fare il sindaco. Lanceremo un Patto per l'occupazione e lo sviluppo con le forze sociali ed imprenditoriali. Punteremo sul turismo, di qualità e congressuale. Creeremo un grande progetto per la sicurezza degli edifici pubblici e privati con l'attenuazione del rischio sismico. Guarderemo alla cultura come opportunità e ai giovani come risorse da tutelare. Attrarremo investimenti pubblici e privati come durante la "Primavera". D'altronde credo che a Catania poche altre persone possono, come Enzo Bianco, alzare il telefono e chiamare i vertici delle Istituzioni, che sia il presidente Napolitano o Enrico Letta.

Temete la base che sosteneva Giuseppe Berretta o la sinistra che ha deciso di avanzare il nome di un altro candidato?

All'interno del Pd c'è stata una legittima dialettica su posizioni diverse e su differenti possibilità. Si è forse tirata un po' troppo la corda mostrando una divisione più profonda di quanto sia in realtà. Il Pd è compatto sulla candidatura di Enzo Bianco e sono sicuro che Giuseppe Berretta lo sosterrà con convinzione. Rifondazione ha fatto una scelta diversa, non capisco bene su quali basi. Enzo Bianco ha una storia politica che parla chiaramente, con l'attenzione agli aspetti sociali, allo sviluppo, alla sicurezza, alla lotta contro le illegalità. Ha dimostrato di essere garanzia di buona amministrazione, ma loro, secondo me sbagliando, hanno preferito trovare un altro nome per distinguersi. Ne prendiamo atto e respingiamo le accuse di avere stretto alleanze a destra più che a sinistra. Ricordo che il centrosinistra, sia alle regionali che alle politiche è stato minoritario, quindi è chiaro che a Catania serva una coalizione più ampia possibile, allargata a sinistra. Ci sono persone con storie diverse che vogliono dare un contributo, e questo ci fa piacere, ma lo fanno alla luce del sole. Sono convergenze sul nostro programma e io sono certo che chi sta aderendo sia convinto del progetto. Non mi pare che questa coalizione possa essere tacciata di essere di centrodestra. Il nostro è un progetto principalmente civico sostenuto dal centrosinistra e dalle forze politiche che condivisono la nostra visione.

Quali sono i rapporti con Lino Leanza, ora che ha lasciato l'Udc? Ancora non sembra chiaro da che parte starà a Catania.

Leanza, insieme ai consiglieri a lui vicini, ha svolto e svolge un ruolo significativo in questa città. Sui rapporti interni dei singoli partiti non è corretto entrare. Per quanto riguarda le amministrative c'é un'interlocuzione avviata da mesi e Leanza ha espresso parole di grande stima verso il nostro progetto. Sono convinto che sosterrà la candidatura di Enzo Bianco.

Che possibilità ha Stancanelli?

Ha lacerato la netta aggioranza che lo sosteneva nel 2008. Credo che i suoi fedelissimi in consiglio siano ormai solo 3 o 4. Ma é un candidato insidioso e anche spregiudicato. È il sindaco uscente e oggettivamente dispone della posizione privilegiata e di molti strumenti. Negli ultimi mesi si è accorto ad esempio che esiste Vaccarizzo o che la gente sta male e non ha i soldi per mangiare. Io però io vado in giro e francamente Stancanelli non è percepito dai cittadini. Non ha alcuna empatia. Questa è la sensazione netta che abbiamo.

E Maurizio Caserta?

È una personalità importante ma, in questi ultimi anni, ha svolto ruoli che non ho condiviso, come essere nominato dal sindaco alla guida degli Stati Generali, che alla fine non hanno portato a nulla. Detto questo, penso che Caserta si stia candidando in modo un po' autoreferenziale, ma legittimamente.

Per quanto riguarda, invece, il Movimento 5 Stelle? Temete possa sottrarvi voti?

Premetto che io ritengo sbagliato gridare alla piazza senza offrire soluzioni, come abbiamo visto a Roma negli ultimi giorni. Ho grande rispetto, comunque, per chi vota Grillo perchè ritengo che alcune battaglie che portano avanti siano legittime, anche se non condivido i modi. Detto questo, a livello amministrativo non conosco la signora Adorno e non so quello che ci dirà. Non so cosa proporranno per Catania, spero che non sia solo Grillo a dircelo quando farà il suo comizio.

Se si votasse domani chi vincerebbe?

Enzo Bianco. E anche il 9 e 10 giugno.

 

 


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