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LA DECISIONE DEL GIP

Muos, scarcerati i due attivisti
Manifestazione il 25 aprile

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attivisti, caltagirone, No Muos, tribunale, Cronaca

Da sinistra: Alfonso Di Stefano e l'avv. Sebastiano Papandrea



Catania -
Hanno ottenuto quello che volevano gli attivisti del No Muos che oggi hanno manifestato nuovamente davanti al Tribunale di Caltagirone in attesa della decisione del Gip sulla scarcerazione di Salvatore Vaccaro e Nicola Boselli, che erano stati arrestati lunedì sera dalla Polizia, dopo che erano penetrati nella zona militare di Niscemi. Il Giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo e disponendo la scarcerazione dei due detenuti nell'istituto penitenziario di Caltagirone.

 

Sit in questa mattina davanti al tribunale di Catania (FOTO FRANCESCO SCOLLO)



"È una decisione che apprendiamo con soddisfazione - commentano  a LiveSiciliaCatania Alfonso Di Stefano e l'avvocato Sebastiano Papandrea del comitato No Muos di Catania - i legali del comitato hanno sempre raccomandato di attuare la protesta senza mai oltrepassare i limiti della legalità, ci rendiamo conto che i comportamenti siano il frutto di una particolare tensione vissuta sulla propria pelle dagli abitanti di Niscemi fortemente provati per una situazione che non sembra ancora volgere al termine. Se da un lato, quindi, siamo soddisfatti per la decisione presa dal Tribunale - aggiungono -  a monte rimane ingiusto punire l’azione di chi rivendica all’interno di uno Stato democratico il sacrosanto diritto alla salute".

Per gli attivisti No Muos, intanto, quest’anno, la festa della Liberazione assume connotati particolarmente forti. Dopo il successo della manifestazione nazionale del 30 marzo e il provvedimento di revoca delle autorizzazioni da parte della Regione Sicilia, il 25 aprile - per chi si batte da tempo contro il sistema satellitare statunitense alle porte di Niscemi – vuol dire resistenza e liberazione dalle basi di guerra.

Un’agenda ricca di iniziative è in programma, difatti, per i prossimi giorni. “In questo momento – spiega Alfonso Di Stefano, rappresentante del Comitato di base di Catania - è in atto un presidio informativo in piazza Stesicoro e una manifestazione di solidarietà dinnanzi al carcere di Caltagirone a sostegno dei due antimilitaristi arrestati. Domani, nelle varie città, i comitati No Muos parteciperanno alle manifestazioni indette dalle associazioni partigiane e, a Niscemi, verrà organizzato un sentiero partigiano alla riserva della Sughereta oltre all’inaugurazione di una mostra sulla lotta No Muos. Nel pomeriggio, nella piazza principale del paese, si terrà un’assemblea in cui interverranno il comandante partigiano Ursus e Massimo Zucchetti, esperto del Politecnico di Torino invitato inizialmente a far parte su indicazione della Regione della Commissione valutativa degli effetti nocivi Muos ma, successivamente, escluso”.

Ed è giusto sugli studi indipendenti che il comitato di base NoMuos/NoSigonella intende prendere le distanze, in quanto “affidati ad enti che subiscono le influenze delle lobby finanziarie e militari”, valutando come contromossa la costituzione di una controcommissione con esperti capaci di produrre una propria relazione da opporre a quella ufficiale che fornirà l'Istituto superiore di Sanità.

“All'Iss – ha intanto affermato Loredana Musumeci, direttore del dipartimento Ambiente e prevenzione primaria dell’Istituto superiore di Sanità -  hanno già la stima dell'impatto del Muos, ma non ancora i dati sugli impianti funzionati. Dunque, se arriveranno entro la prima decade del prossimo mese, lo studio potrà essere concluso entro la scadenza prevista del 31 maggio".

Sui danni causati dalle 46 antenne presenti a Niscemi si sofferma il Comitato di Base NoMuos/NoSigonella di Catania. “Quello che sappiamo oggi rispetto a ieri – dichiara a Live Sicilia Sebastiano Papandrea, legale del Comitato - è che l’esposizione all’elettromagnetismo è comunque in grado di provocare seri danni alla salute. Diversi monitoraggi hanno dimostrato come, in alcuni momenti, in quell’area le missioni consentite dalla legge siano state superate anche del doppio, con notevoli impatti sull’ambiente e sulla salute dell’uomo. Il fatto che esista un decreto – continua Papandrea - approvato dalla Regione Siciliana con le linee guida sulle emissioni elettromagnetiche, che escluda dal campo di applicazione proprio le zone militari, a mio avviso dovrebbe indurre il governo regionale non soltanto a revocare i provvedimenti autorizzativi, ma a rivedere la propria legislazione”.

 

 

 

 


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