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INDAGANO I CARABINIERI

Paternò, lite cruenta: giovane bruciato vivo
Ricoverato in fin di vita in ospedale

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bruciato vivo, paternò, rissa

L'abitazione in Via Varese dove è scoppiata la lite



PATERNO' - Finisce in tragedia una lite scoppiata in una casa di Paternò alle 15.00. Due giovani discutono in maniera furiosa, poi il raptus omicida di uno dei due che butta la benzina addosso all'altro, appicca l'incendio, trasformando Marco Castro, 25 anni, in una torcia umana.  Il giovane ha iniziato a gridare allertando gli inquilini della palazzina e diversi passanti di via Varese che hanno chiamato i soccorsi. Le fiamme si sono propagate all'interno della palazzina e hanno coinvolto il secondo ragazzo, Antonino Marino, 36 anni, che ha riportato diverse ustioni sul corpo.

Immediato l'arrivo dei vigili del fuoco nell'appartamtento che hanno domato le fiamme e viste le gravi condizioni del 25enne hanno allertato l'elisoccorso del 118. Castro è stato immediatamente trasportato all'Ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato ricoverato al reparto grandi ustioni. Il secondo ferito è arrivato in ambulanza ed anche le sue condizioni sono gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno indagando sull'episodio e sui motivi che hanno scatenato l'alterco. Dalle prime indiscrezioni è emerso che si tratterebbe di una lite di famiglia: i due, infatti, sono cugini. Trovata dai pompieri la tanica dove era contenuto il liquido infiammabile.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti Marco Castro, che viveva al secondo piano è sceso di sotto e ha suonato al campanello dell'appartamento del cugino che lo stava aspettando, Marino ha aperto la porta e ha gettato addosso al 25enne la benzina contenuta in una tanica da dieci litri e con un accendino ha appiccato il fuoco: le fiamme, però, sono divampate in maniera così veloce che è rimasto ferito anche il 36enne. Il pianerottolo si è trasformato in un teatro incandescente: Castro bruciato vivo e il cugino arso dall'incendio che lui stesso ha provocato.

Castro è molto conosciuto a Paternò, anche per il suo passato come calciatore nella squadra cittadina. L'ex atleta è in coma farmacologico. Appena arrivato in Ospedale è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico in quanto ha riportato ustioni di secondo e terzo grado nel 95% del corpo. Subito dopo l'operazione il trasferimento al Civico di Palermo, in quanto nella sala rianimazione del Cannizzaro non c'è posto.

Il 36enne, che ha appiccato il fuoco, è grave ma non è in pericolo di vita. La procura di Catania ha aperto un fascicolo per tentato omicidio.


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