Live Sicilia

Il dibattito nel Pd etneo

Catania, la ricetta dei renziani:
“Modernità e trasparenza”

VOTA
3.7/5
3 voti

Catania, giulio seminara, matteo renzi, pd, Politica
CATANIA. La resa nei conti all’interno del Pd è scattata. E da tempo. Anche a Catania, cominciano a serrarsi le fila. Il confronto-scontro all’interno del partito sarebbe in verità ben più feroce di quanto non lo sia oggi, sol perché all’orizzonte c’è una scadenza che riguarda tutti: quella della conquista di Palazzo degli Elefanti. Ed allora, da cosa si riparte? “Noi renziani dopo le vicende legate al Quirinale, abbiamo confermato di essere una forza importante all’interno del Pd – spiega uno dei portavoce della corrente democratica, Giulio Seminara-. A livello comunale noi siamo pronti: avremmo voluto le Primarie, non ci sono state ed allora abbiamo accettiamo la scelta di Bianco. Ma l’importante è che si guardi avanti, uniti. Stiamo preparando un nostro programma per Catania basato sulla modernità e sul rilancio della bellezza della città”.

Veniamo all’atto pratico per poterci capire qualcosa: su cosa si basa?

“Almeno su tre punti essenziali. Uno: volume zero sulla cementificazione della città. Una volta per tutte dobbiamo prendere un impegno per la salvaguardare dell’ambiente. Due: diamo il via al Bike sharing ed alla banda larga. Tre: ripensiamo al rapporto col mare. A Catania il mare c’è ma non si vede: siamo circondati da mostri di cemento”.

Porto compreso.

“Sì, infatti. Dobbiamo ripensare anche la fruibilità del porto che deve avere valenza turistica e non commerciale. Proponiamo la dismissione dei container perchè, in questo senso, il porto di Augusta si presta meglio. Catania deve diventare come Valencia, Barcellona e Genova: un porto d’attrattiva che viva e venga vissuto e non un ammasso di scarico di navi. Non un luogo dove si spaccia e ci si prostituisce. Un rilancio del porto favorirebbe Catania. Vogliamo un water-front sul modello delle grandi città internazionali”.

Mi viene da dire che modernità e bellezza rischiano di essere due cose astratte.

“Modernità e bellezza ma anche trasparenza: ci vuole, per esempio, un Comune digitalizzato. Bisogna eliminare le forche caudine della trafila degli uffici e passare al click. Dal Comune alle Municipalità: non basta dare servizi ed informazioni ma bisogna darle subito e con efficienza. E’ un discorso che vale anche per le gare d’appalto. E’ da qui che muove la generazione renziana del Pd”.

Veniamo ai vostri candidati.

“Noi siamo pronti a mettere in campo nomi credibili. Penso ad Amanda Catania, giovane ex dipendente Aligrup, ed altri giovani che si candideranno alle Municipalità: tutti nelle liste del Partito Democratico. Al contrario di quanto si dice, noi teniamo al partito e vogliamo dar un contributo anche a livello elettorale. Sosteniamo Bianco perché siamo molto delusi dalla furba campagna elettorale di Stancanelli che rimedia ai suoi primi due anni grigi nei quali si divideva tra Catania e Roma, inaugurando di settimana in settimana, a sorpresa senza concordare nulla con i cittadini, piccole e medie opere che andavano inaugurate molto tempo fa e che oggi vengono consegnate in linea con i tempi delle elezioni. Mi dicono che il 30 aprile il sindaco inaugurerà piazza Europa in fretta e furia e non vorrei che tolto il velo si scoprisse una piazza cementificata e con poco verde”.

Ma magari non sarà così.

“E’ una preoccupazione fondata che nasce anche vedendo cos’è accaduto in piazza Lincoln che una volta scoperta si è rivelata essere una mera colata di cemento. Personalmente, sono favorevole alla compartecipazione dei privati: si deve però ripensare il metodo coinvolgendo anche i residenti della zona così come avviene nei principali centri europei”.

Torniamo ai vostri candidati.

“Sui quartieri ci sono numerosi ventenni, che hanno organizzato le Primarie per Matteo Renzi a Catania, come ad esempio Ruggero De Caro nella Municipalità Borgo/Sanzio, Federico Turrisi a Cibali, Federico Musina a Picanello/Ognina”.

E’ il vostro Matteo Renzi il vincitore della lotta intestina del Pd?

“Io dico che abbiamo subito un doppio dolore ed una doppia onta: siamo dentro ad un partito lacerato per via di malumori che si registravano da troppo tempo. Durante le primarie nazionali avevamo denunciato le troppe contraddizioni del segretario Bersani. Adesso, abbiamo dato una pessima immagine del partito. Abbiamo trasformato l’elezione del Quirinale in una sorta di congresso del Pd. Mi spiace che sia stato bruciato e tradito anche Romano Prodi fondatore dell’Ulivo e del Pd. Il discorso accorato di Napolitano, che ha strigliato i partiti, ci ha forse salvato. La speranza, ora, è quella di un governo di cambiamento”.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php