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TAGLI ALLA CULTURA

Stabile, Dipasquale:
"La politica tuteli il teatro"

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CATANIA – “Il teatro è un patrimonio culturale della collettività che le istituzioni hanno il dovere di tutelare. E chi dice che dobbiamo farcela da soli, e quindi con la vendita dei biglietti, dice una fesseria”. Il direttore artistico dello Stabile di Catania Giuseppe Dipasquale non ha certo peli sulla lingua a rispondere a coloro (anche politici) che hanno commentato con un’alzata di spalle il paventato taglio ai fondi regionali destinati agli enti teatrali e lirici. I numeri sono chiari. “Con lo sbigliettamento – dichiara Dipasquale – riusciamo a coprire solo il 13% dei nostri costi e voglio sottolineare che lo Stabile ha già operato una riorganizzazione della spesa che ha portato a una riduzione da 9 milioni e 500 mila euro a 6 milioni e 500 mila in un solo anno. Due milioni di euro in meno che siamo riusciti a decurtare dal bilancio grazie al sacrificio di tutti: artisti e maestranze che hanno diminuito compensi e cachet. Abbiamo usato la forbice – aggiunge Dipasquale - su quello poteva essere considerato il superfluo (anche se non lo era) come la pubblicità, le utenze, e altri costi”.

Il teatro Stabile, dunque, ha già operato quel “circuito virtuoso – come lo definisce il direttore – inevitabile in un momento catastrofico che coinvolge tutti gli enti teatrali. Siamo tutti sulla stessa barca – evidenzia – io ho sentito colleghi di Napoli, Torino e Trieste e la situazione non è migliore rispetto a noi”.

La situazione nelle ultime ore, però, si profila in maniera positiva. I tagli per lo Stabile da 900 mila euro sembrano sono di 200 mila euro, quindi calcolatrice in mano in Via Giuseppe Fava dalle casse palermitane dovrebbero arrivare 2 milioni e 200 mila euro, a fronte di un bilancio preventivo “approvato da tutto il Consiglio dei Soci, e quindi anche dalla Regione – vuole evidenziare Dipasquale –  per una somma pari a 2.430.000. Quello che, infatti, va chiarito – continua il direttore - è che questi tagli arrivano ad aprile e cioè a fine stagione quando i contratti sono stati firmati, gli impegni di spesa sono stati già determinati e gli spettacoli sono già andati in scena”. Una situazione di emergenza quella dello Stabile, che l’anno scorso ha subito il taglio di oltre un milione di euro, e che rispetto agli altri enti, non è mai stato reintegrato. “La situazione – precisa Dipasquale – comunque è diversa rispetto al 2012,  questo è un Governo regionale attento ai temi culturali. Sappiamo che le risorse finanziarie sono esigue e che si sta cercando di trovare la quadra. L’unica cosa che chiediamo – è l’appello del direttore dello Stabile – è quello di riorganizzare la spesa regionale non facendo tagli lineari, ma operando una razionalizzazione che si fondi sull’analisi delle esigenze e sulle diverse realtà”.

Un appello quello di Dipasquale ascoltato da Rosario Crocetta visto che ha già annunciato in una conferenza stampa a Palermo di voler convocare i  direttori del Bellini e dello Stabile. Una notizia diffusa anche dal candidato Sindaco Enzo Bianco che attraverso una nota "plaude all'iniziativa del presidente della Regione. Il Governatore è – continua il comunicato - da sempre sensibile ai problemi della cultura e sa perfettamente che istituzioni come il Massimo e lo Stabile di Catania hanno un ruolo fondamentale per l'identità stessa della città, senza contare che possono e devono diventare, coinvolgendo meglio anche altre istituzioni culturali meno note, dei punti di attrazione di grande rilievo per quel rilancio del turismo dal quale la città può trarre occupazione”. Della convocazione a Palermo Dipasquale ha appreso attraverso i mass media. “Non ho ancora l’invito ufficiale – dichiara – ma sono sicuro che non tarderà ad arrivare. Devo dire che sono molto contento di questo confronto – conclude – perché solo attraverso la concertazione si possono recepire le giuste linee per la politica culturale”.

Oltre agli interventi dei vertici dei due teatri, anche il sovrintendente Gari del Massimo Bellini non ha tardato a opporsi ai tagli, il mondo dei lavoratori e dei sindacati è in piena agitazione. Un fronte comune è stato operato dalle varie sigle confederali e indipendenti. “Cgil, Cisl e Uil – dichiara Antonio D’Amico della Fistel Cisl – sono uniti per non permettere che i tagli paventati si operano. Queste drastiche riduzioni ci hanno stupito, le aspettative sull’operato di questo Governo erano diverse. Crocetta è una persona sensibile alla cultura quindi quanto è accaduto ci ha sorpreso. Capiamo – evidenzia D’Amico – che siamo in un momento di grave crisi, ma tagliare sulla cultura ha dei risvolti anche di natura sociale. I teatri Stabile e Bellini rappresento un punto di riferimento, forse uno dei pochi rimasti, per i giovani che hanno progetti in ambito artistico e culturale. Se si dovessero attuare i tagli paventati nella bozza di bilancio – prevede il sindacalista – i fondi non riuscirebbero a coprire neanche gli stipendi dei lavoratori e voglio ricordare che per i dipendenti dello spettacolo non sono previsti ammortizzatori sociali. Quindi andremmo incontro a un collasso per i livelli occupazionali”.

Un weekend di silenzio nei confronti dei sindacati che oggi Crocetta ha rotto. "I teatri quest'anno dovranno presentare una programmazione per ottimizzare i costi di produzione da spostare sul Fse e non gravare sul bilancio regionale. Non c'é alcun allarme" ha precisato il presidente della Regione, Poi interrogandosi ha ulteriormente chiarito: "Ma di cosa si lamentano? Le iniziative culturali dei teatri saranno pertinenti con la spesa europea. Certo i teatri subiranno una serie di tagli e saranno obbligati a presentare il controllo dei costi, non esisterà più la modalita di trasferimento a pioggia per decine di attività. Ora i piani dovranno essere presentati e approvati per l'uso del Fse".

“Le esternazioni di Crocetta – commenta D’Amico – ci fanno pensare in positivo, se la strada è l’Europa che ben venga. Una cosa però ci rammarica: il ritardo nella programmazione e pianificazione”. I sindacati tengono le antenne alzate e vigilano sull’operato del Governo, ma anche dei vari deputati regionali che hanno già presentato mozioni, interrogazione e proposte di decreto per aumentare i fondi destinati ai teatri. “Prima di esultare – conclude il sindacalista della Fistel – bisogna aspettare che venga trovata la copertura finanziaria e poi venga approvata”.

Su questo fronte oggi è intervenuta anche Concetta Raia, parlamentare regionale del Pd che ritiene doveroso trovare “ogni strumento necessario al sostegno della cultura”. "Siamo fiduciosi nell'intervento del presidente Crocetta, - aggiunge la deputata - perché se non dovessero essere riviste le attuali scelte di bilancio del governo regionale e di quello locale le due più prestigiose istituzioni culturali della Sicilia orientale e i principali teatri privati rischiano di essere chiusi".

Le armi sono cariche: Catania attende notizie da Palermo. Sicuramente da molte trincee sono pronti a lottare per salvaguardare le due punte di diamante della drammaturgia, dell’opera e della lirica etnea. Non dimentichiamo che questa è la patria del Cigno. Anzi, chissà cosa penserebbe Vincenzo Bellini di quanto sta accadendo?

 


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