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aspettando la sentenza

Processo parcheggi, tutti assolti
D'Urso commosso attacca Bianco e Stancanelli

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CATANIA. Aggiornamento ore 14: E' arrivata la sentenza:
i magistrati hanno confermato il giudizio di primo grado assolvendo tutti gli imputati. Il commento di Tuccio D'Urso: "Mi dispiace per la città di Catania perchè rinuncerà a un grande momento di sviluppo. Questo processo fa giustizia alla mala giustizia catanese. Questa città è in mano a pessimi operatori di giustizia che hanno dimostrato di tenere in scacco la città e il suo sviluppo e questo viene pagato giorno dopo giorno dai cittadini. Mala giustizia supportata da una pessima politica, non posso non ricordare l'attività deleteria di Enzo Bianco che in questi anni si è ferocemente battuto contro la realizzazione di questi parcheggi, così come il Sindaco Stancanelli che in primo grado si è costituito contro di noi chiedendo la condanna e ildanno economico salvo poi presentarsi con la fascia tricolare e una faccia di bronzo di particolare spessore all'inaugurazione della ripresa dei lavori".


Aggiornamento ore 12.20: La sentenza è attesa dopo le 13.30.

Aggiornamento ore 12:00 Si conclude l'udienza con l'intervento di Carmelo Galati difensore di Tuccio D'Urso, chiesta l'assoluzione. I giudici si sono ritirati in camera di consiglio. L'attesa è per la sentenza.

Ore 11.30: Si conclude con la discussione finale dei difensori il processo parcheggi. Davanti il giudice Costa con a latere Castagnola e Fichera nessuna replica da parte del Sostituto procuratore generale Domenico Platania. A prendere la parola in difesa dei componenti del comitato di valutazione sono stati gli avvocati Tamburino e Fiumefreddo. I legali hanno sostenuto il corretto operato dei loro assistiti: "In appello - afferma l'avvocato Tamburino difensore di Salvatore Belfiore - abbiamo avuto modo tramite l'accertamento dei periti che si è agito nella maniera più conforme alla tutela dell'interesse pubblico". In difesa dell'imprenditore Francesco Domenico Costanzo, l'avvocato Ragusa ha chiesto l'assoluzione "perchè il fatto non sussiste". Presenti in aula l'ex responsabile unico del procedimento Tuccio D'Urso insieme a l'altro imputato Mario Arena, ai tempi componente della commissione di valutazione. La sentenza è attesa in mattinata.

E' attesa per oggi la sentenza del processo sulla gestione dell'Ufficio Speciale emergenza traffico guidato dall'ex sindaco -scomparso di recente- Umberto Scapagnini.

L’ultima perizia , chiesta nell’aprile 2012, dal Sostituto Procuratore generale Domenico Platania venne affidata a Giovanni Fiori, ordinario di Economia aziendale alla Luiss di Roma, commissario straordinario di Alitalia SpA e componente del collegio sindacale della Banca d’Italia, e Claudio Moroni, ordinario del dipartimento di Ingegneria all’università della Basilicata e componente del dipartimento nazionale di Protezione civile.

Durante il processo di primo grado, nel 2009, in cui tutti gli imputati sono stati assolti, la Procura della Repubblica di Catania aveva disposto un’altra valutazione tecnica, ai tempi affidata gli ingegneri Bernardo Chiaia e Luigi Maria Perotti.

L’ultimo documento tecnico depositato agli atti del processo in corte d’appello, ha sostanzialmente giudicato positivamente l’operato degli imputati, protagonisti della complessa e spinosa vicenda. Dall’ex responsabile unico del procedimento Tuccio D’Urso, l’ex Sindaco Umberto Scapagnini, passando per i componenti della commissione di valutazione Mario Arena, Salvatore Fiore e Giovanni Laganà fino agli imprenditori Francesco Domenico, Sebastiano Costanzo ed Ennio Virlinzi.

I quesiti che vennero sottoposti dalla corte d’appello ai due super esperti Moroni e Fiori ripercorrevano sostanzialmente quelli della prima valutazione del 2009 redatta da Chiaia e Perotti: la conformità o meno alla legge delle procedure di selezione e le successive modifiche al progetto originale con l’eventuale vantaggio che quest’ultime potevano apportare agli imprenditori vincitori delle gare.

Domande a cui il documento firmato dai due ingegneri rispose raccontando una realtà del tutto diversa rispetto a quella attuale. Nei quattro parcheggi principali coinvolti in questa vicenda, secondo i consulenti della prima perizia, i veri vincitori del bando dovevano essere altri.

L'accusa, sostenuta durante le fasi iniziali del processo, dal pm Francesco Puleio e Giuseppe Gennaro, riteneva sussistere il vantaggio economico per il gruppo Ciancio e Virlinzi, nella possibilità di edificare locali commerciali sulla superficie del parcheggio Europa. Nell’ultima perizia datata 2012 è arrivata invece la valutazione positiva degli esperti, che definiscono la scelta “funzionale alla completezza del progetto non potendo ravvisare un impoverimento della pubblica amministrazione che anzi, al termine della concessione, si vedrebbe retrocedere 1400 mq di aree commerciali che rappresentano un discreto valore immobiliare, e a possibilità di far gestire immediatamente posti auto a raso in strisce blu”.

Nessun illecito, secondo i periti Fiori e Moroni, nemmeno nelle procedure di “imbustamento”. La prima perizia aveva infatti sottolineato le incongruenze riguardo alle svariate occasioni in cui vennero trovate offerte per un parcheggio inserite all’interno di buste destinate alle gare di altri parcheggi. La consulenza datata fine 2012 indica come gli errori non sarebbero classificabili tra gli illeciti, “nemmeno di tipo amministrativo, tanto più che nessuno dei concorrenti risulta abbia proceduto ad attivare istanza di ricorso”.

Tra i punti finiti sotto la lente d’ingrandimento quello delle botteghe commerciali di piazza Europa. Non conformi al progetto originale secondo l’accusa, ritenuto dai periti non preoccupante sul piano del traffico, “l'incremento delle attività commerciali – si legge nell’ultima perizia - si ritiene possa considerarsi percentualmente molto modesto, ancor più rispetto alle attività presenti nell'area e, pertanto, almeno sul piano pratico, non costituirebbe nemmeno una mutazione così significativa da poter ipotizzare che siano stati disattesi gli obiettivi”.

Parere favorevole anche per il metodo utilizzato dalla commissione di valutazione. La scelta dei criteri d’assegnazione dei punteggi venne valutata dai periti: “compatibile e coerente con quello individuato nell'avviso pubblico”. Conclusioni opposte rispetto alla valutazione datata 2009 e firmata dagli ingegneri Chiaia e Perotti. I due esperti attribuivano alla Commissione di valutazione numerosi errori nella valutazione dei progetti presentati dalle varie imprese. Dai mancati confronti a coppie tra le ditte che presentarono le proposte fino all’errato calcolo automatico degli stessi oltre ad altri errori di trascrizione.

Quella che è stata definitiva “la perizia dimenticata” avanzava anche un quesito che destò scalpore andando oltre le valutazioni richieste: “Nel rassegnare i propri giudizi tecnici – concludeva la perizia del 2009 – il Collegio si chiede, lasciando ampio spazio ad una riflessione che non può fondarsi, ad oggi, su prove ed esami tecnici, se non vi fosse da parte della Commissione di valutazione una volontà di spartire in maniera equa le opere pubbliche oggetto di bando”. Una domanda su cui l’organo giudicante in primo si è già espresso assolvendo tutti gli imputati e a cui adesso fornirà la risposta definitiva.

 


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