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MANIFESTAZIONE A PALERMO

Senza stipendi da mesi
Giovani medici protestano

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Catania, Claudiio costantinio, giovani medici, messina, palermo, Cronaca
Catania - Sono pronti ad abbandonare per un giorno camici bianchi, bisturi e fonendoscopi gli specializzandi in Medicina con contratto regionale di Catania, Messina e Palermo da mesi alle prese con il ritardo degli stipendi. Ad aggravare la loro snervante attesa è la notizia che nessun fondo sarebbe stato reinserito, in sede di ddl, sulla Finanziaria regionale per estinguere il debito pregresso contratto dalla Regione con le Università.

“La problematica – afferma a Live Sicilia Claudio Costantino, responsabile del Segretariato Italiano Giovani Medici – coinvolge quasi 400 giovani colleghi: 300 a Palermo e una 60ina tra le province di Messina e Catania. Nelle ultime ore abbiamo appreso la notizia dell'approvazione, in VI Commissione Ars, di un emendamento volto a ristorare in sede di Ddl sulla Finanziaria Regionale il capitolo di spesa destinato alla copertura dei contratti aggiuntivi regionali da 5 a 15 milioni di euro. Sarebbe, inoltre, stato approvato – continua Costantino – uno stanziamento di 3 milioni di euro per la copertura di nuovi contratti per il prossimo anno accademico”.

Ma, sulla questione, gli specializzandi non abbassano la guardia e annunciano che lunedì prossimo scenderanno in Piazza del Parlamento a Palermo per rivendicare i propri diritti. “Nessun fondo – continua il Coordinatore Nazionale della Consulta dei Medici - sarebbe stato reinserito per estinguere il debito pregresso contratto dalla Regione con le Università, fonte e concausa di continui ritardi nella corresponsione degli stipendi ai titolari di contratto regionale. Per quanto, grazie al nostro operato di sensibilizzazione siamo riusciti a ripristinare, ad oggi solo sulla carta, le condizioni di partenza abbiamo il dovere di ricordare come l'iter del Ddl preveda ancora due passaggi fondamentali: quello in Commissione Bilancio e poi in aula”.

Punto sul quale gli specializzandi esprimono particolari titubanze è l'ipotesi di stanziamento di soli 3 milioni di euro per i nuovi contratti. “Tale cifra – conclude Costantino - basterebbe  solo a finanziare il primo anno di corso, esponendo le Università ad un ulteriore incremento prospettico del debito oltre a quello già cumulato per i contratti dell'attuale e medesimo anno di corso, che si è aggiunto al debito storico del periodo di passaggio dalle vecchie borse di studio ai contratti”.

 


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