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LA PROTESTA

Formazione professionale
Gli allievi: "Abbandonati”

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Catania, formazione professionale, protesta, scuole professionali, Cronaca
Catania. I ragazzi della formazione professionale in Piazza Università. “La Regione ci ha abbandonati” gridano a squarcia gola all’indirizzo del grande assente: Rosario Crocetta. Piero Quinci, docente della scuola salesiana “Don Bosco” spiega, ai microfoni di LiveSiciliaCatania, i motivi della protesta. “Oggi quasi mille ragazzi sono in Piazza Università, sono gli studenti delle scuole di formazione professionale dei minori. Questi giovani hanno l’intelligenza nelle mani: sono gli operai qualificati del futuro (cuochi, meccanici, camerieri), figure professionali di cui la Sicilia ha disperato bisogno”. “Questi ragazzi – prosegue Quinci- sono stati abbandonati dalla Regione. Da Settembre a Marzo sono rimasti per strada: una dispersione scolastica causata dalla Regione che non ha dato l’autorizzazione all’avvio delle attività. Questo per quanto riguarda i ragazzi del secondo e terzo anno. Quelli del primo anno, invece, hanno cominciato a fine novembre questo vuol dire due mesi di dispersione scolastica”. Oltre al danno la beffa. Infatti i prosegue il docente: “i corsi hanno avuto inizio ma l’assessore Scialabra, il Presidente Crocetta e la burocrazia regionale non hanno mandato un euro”. Eppure, le cose sarebbero dovute andare diversamente. “Dopo trenta giorni – dice Quinci- avrebbero dovuto inviare l’80% del finanziamento, da sei mesi non vediamo un euro. Siamo rimasti senza materiale didattico e non siamo in grado di pagare le bollette, gli insegnanti non sono pagati da ben 18 mesi”. Una serie di disagi che rendono, di fatto, impossibile il percorso formativo di questi ragazzi. I rubinetti della Regione rimangono chiusi per cinque scuole di formazione catanesi: i salesiani di Barriera, San Filippo Neri, San Cristoforo, Misterbianco, e il centro “San Giovanni Apostoli”. “Noi chiediamo che il governo regionale e l’Ars inseriscano nel bilancio, che stanno approvando, le somme per i centri” prosegue Quinci. Il docente, infine, sottolinea un aspetto della vicenda “formazione” che in tanti, a suo avvisano, sembrano sottovalutare . “I politici sembrano non capire che c’è una formazione di qualità, vera. Realtà diverse dai corsi fantasma ( spesso destinati agli adulti) di tipo clientelare”.


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