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MATTEO IANNITTI

"Con Forzese e Leanza
la sinistra è un'accozzaglia”

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Catania, comunali, forzese, iannitti, leanza, sinistra, Politica
Catania. Centrodestra e centrosinistra pari sono. Matteo Iannitti conferma l’intenzione di una corsa solitaria di Rifondazione. Il progetto è quello di mettere insieme varie esperienze di lotta che abbiamo al centro la difesa del “beni comuni”. Palagonia rimane una sorta di stella polare. Iannitti usa parole di fuoco all’indirizzo del centrosinistra, reo di avere accolto molti transfughi del centrodestra. Il giovane animatore del Movimento Studentesco e dei Giovani Comunisti non risparmia attacchi, più o meno velati, a Caserta e ai Cinque Stelle. La soglia di sbarramento non sembra impensierirlo. “Bisogna guardare in prospettiva- dice- nel 2018 avrò ventinove anni, avremo tutto il tempo per cambiare Catania.”

Rifondazione non entrerà nella coalizione di centrosinistra che sosterrà Enzo Bianco. Da tempo si parla di una candidatura alternativa e gira molto il suo nome. Perché avete deciso di non aderire al centrosinistra (come hanno fatto altre realtà dell’area della cosi detta “sinistra radicale)?

Sul centrosinistra diciamo una cosa chiara. Se si fosse trattato di centrosinistra ci avremmo ragionato. Abbiamo delle posizioni molto critiche sull’operato del Partito Democratico, che non ha mai fatto una seria opposizione a Stancanelli tranne in casi sporadici e recenti. Quando parliamo dell’idea di centrosinistra legato candidatura di Enzo Bianco, invece, parliamo di una accozzaglia indegna con pezzi di centrodestra che hanno amministrato la città negli ultimi anni. Gli stessi che hanno causato il buco di bilancio e hanno avuto complicità con giunte che hanno visto alcuni loro componenti finire sotto processo per via di affari loschi e magagne varie. Qui stiamo parlando di un tentativo di mettere insieme centrodestra, pezzi di centrosinistra e persone che si devono semplicemente riciclare, mettere insieme i voti che vengono dalle partecipate piuttosto che i voti personali di Bianco per un progetto che ha il solo scopo di reiterare un certo tipo di potere su Catania, quello che Stancanelli non riesce più a garantire.

Avreste preferito le primarie?

Il centrosinistra può avere delle risorse soltanto se riesce a rinnovarsi in maniera ultra radicale, intercettando dei temi che il Pd ha accantonato. Penso a un centrosinistra con Sel e Idv e altri pezzi di sinistra ma senza il Pd. Un tentativo di interlocuzione potevano essere le primarie. Come Rifondazione ci siamo detti, da subito, disponibili a fare le primarie (c’era del resto tutto il tempo per farle) ponendo una sola condizione: l’esclusione di soggetti che hanno causato il disastro nel quale versa questa città, Senza i vari Forzese, Leanza e altri che hanno governato con il centrodestra. Noi vogliamo essere la soluzione ai problemi di questa città, non possiamo allearci con le persone che questi problemi li hanno creati.

Vi ponete dunque alternativi ai due poli e avanzate istanze radicali nei contenuti. In cosa vi differenziate dal Movimento Cinque Stelle?

Il Movimento Cinque Stelle ha una grande ambizione: portare il livello di scontro dentro un’ autonomia della politica, cioè semplicemente sul il livello istituzionale. Noi assistiamo costantemente alle battaglie dei 5 Stelle per quanto riguarda la “pulizia” delle istituzioni ma mai sui problemi concreti delle persone. Non ci interessa avere un consiglio comunale, una giunta o un sindaco semplicemente “puliti”, lo diamo per scontato che chi amministra non deve essere un corrotto o un mafioso, ma questo non ci basta.

Come costruirete il vostro progetto? Quali i programmi?

Questo progetto deve partire dal basso, non deve assemblare pezzi di ceto politico o nomi noti né una generazione che ha fallito in questa città e in questo Paese. Ci sono delle figure che, in passato, hanno ricoperto ruoli importanti ma che hanno fallito. Noi non vogliamo una accozzaglia di corpuscoli o generali senza esercito. Noi partiamo da un presupposto: deve metterci la faccia chi è stato protagonista delle lotte. Penso alle battaglie che abbiamo condotto sui beni comuni, contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi. Noi abbiamo delle competenze da mettere in campo.

Sbaglio o vi rifate all’esperienza di Palagonia?

La sinistra ha vinto a Palagonia. Il Comune versava in uno stato disastroso e stava per essere sciolto per mafia date le influenze che avevano avuto i clan poi coinvolti nell’inchiesta Iblis. C’è stata una forza nuova “Palagonia bene comune” con un candidato a sindaco, Valerio Marletta, che senza apparentamenti è riuscita a conquistare il consenso dei cittadini. Quello è il nostro punto di riferimento. E’ vero: veniamo da tante sconfitte per questo dobbiamo trarre degli insegnamenti. Non dobbiamo ad esempio fare “Rivoluzione Civile”.

Facciamo un po’ di realpolitik: quanto vi preoccupa la soglia di sbarramento? Catania, non è Palagonia, i numeri sono diversi… Non abbiamo sessantenni o novantenni in lista. Siamo quasi tutti sotto i quarant’anni, quindi abbiamo il tempo per cambiare Catania. Questo progetto ha un senso se non si ferma alle elezioni, se già adesso guarda oltre. Noi vogliamo dire che esiste un’ alternativa a Bianco e a Stancanelli. Ma esiste un’ alternativa anche a Caserta (che è compatibile tanto con Bianco che con Stancanelli, prova ne è che lo cercano tutti) e al Movimento Cinque Stelle, che alla prova dei fatti si è dimostrato fallimentare. Noi continueremo a portare avanti le nostre lotte. Poi nel 2018, quando si voterà, ci candideremo nuovamente. Io, ad esempio, nel 2018 avrà ventinove anni.

Quindi conferma le voci che la indicano come candidato sindaco?

Io mi metterò sicuramente a disposizione della squadra che si presenterà alle elezioni. Non ci interessa il dibattito sui nomi e sui cognomi. Noi partiamo dai programmi. Io ho fatto delle battaglie in questa città, sia nelle scuole che nelle Università: ad esempio, ho occupato il Provveditorato per due mesi con i precari della scuola Metterà le mie competenze e le mie lotte a servizio di questo progetto. Non importa chi sarà il candidato sindaco. Noi non faremo come Bianco e Stancanelli che decideranno gli assessori sulla base di chi ha preso più voti, noi ci baseremo sulle competenze. Il compagno che ha condotto le lotte sul prg sarà il nostro assessore all’Urbanistica. Ci presenteremo come squadra, non conteranno i ruoli ma il risultato collettivo.

Da qualche giorno gira in rete un appello per “organizzare una presenza anti concertativa" al corteo del 25 aprile. Saranno le prove generali per lo strappo, a sinistra, in vista delle amministrative?

Noi il 25 Aprile lo vogliamo tenere assolutamente fuori dalla competizione elettorale. E’ un giorno di lotta, dove si deve evitare di fare campagna elettorale: noi pretendiamo che nessuno venga in piazza per fare campagna elettorale. Ci sono tanti candidati che potrebbero utilizzare quella piazza per farsi vedere dalle telecamere, una cosa per noi inaccettabile. In quella piazza bisognerebbe starci ogni anni. Io, ad esempio, non ho visto Enzo Bianco né l’anno scorso né due anni fa al corteo, mi sembrerebbe strano vederlo proprio quest’anno. La stessa cosa potrei dire del Movimento Cinque Stelle e di Maurizio Caserta. Stancanelli, spero abbia la dignità di non presentarsi a una manifestazione antifascista.

 


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