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Proroga della pensione
Parla l’avvocato capo

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Catania, comune di catania, dirigenti, Giovanna Muscaglione, Politica
CATANIA – Aveva già scatenato le ire del capogruppo del partito democratico in consiglio comunale, Saro D’Agata, e ora torna a preoccupare, dato che potrebbe influire negativamente sul piano di rientro. È il provvedimento sindacale dello scorso 23 febbraio (LEGGI QUI) con il quale il sindaco consente, ai dirigenti che avessero raggiunto l’età pensionabile, di proseguire l’attività all’interno dell’amministrazione. Il capogruppo democratico, aveva infatti evidenziato come il provvedimento non solo “crea delle gravi sperequazioni fra i dirigenti già collocati di ufficio in pensione fino a qualche mese fa e quelli che invece nel prossimo futuro potranno utilizzare di tale beneficio restando in servizio pur avendo maturato gli anni della pensione”, ma soprattutto “risulta in contrasto netto con il Piano di risanamento che prevede la collocazione in pensione di tutto il personale che raggiunge i limiti di età e/o di anzianità nei prossimi dieci anni”. Motivi, questi, per cui il capogruppo aveva chiesto al sindaco la revoca di quanto stabilito e la discussione in aula.

A D’Agata aveva provveduto a rispondere l’assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi, il quale aveva sottolineato che, in un piano corposo come quello presentato dal Comune di Catania, poche migliaia di euro destinate ai dirigenti non collocati in pensione, non avrebbero avuto alcuna conseguenza. Forse perché, in effetti, è uno solo il dirigente che, allo stato attuale, beneficerà di tale provvedimento: l’avvocato capo del Comune, Giovanna Muscaglione.

La conferma arriva dallo stesso dirigente dell’area legale: “Per adesso l’unica beneficiaria sono io – spiega la Muscaglione a LivesiciliaCatania - almeno per i prossimi tempi, dal momento che non ci sono altri dirigenti prossimi all’età pensionabile. Il provvedimento– aggiunge – è una norma generale: il sindaco ha preso atto che l’amministrazione dispone di soli 19 dirigenti di ruolo di fronte a una dotazione organica di 40, per cui ha optato di mantenere in servizio i dirigenti che non possono essere sostituiti”. Come, appunto, l’avvocato capo per sostituire il quale Stancanelli avrebbe potuto rivolgersi ad altri dirigenti, che avrebbe dovuto sottrarre ad altre direzioni.

“Per me – sottolinea la Muscaglione – comunque, rimanere a lavorare o andare in pensione è indifferente. Certo – continua – non avendo attività privata l’idea di andare in pensione non mi entusiasma, per cui sono felice di rimanere a lavoro, almeno fino a quando l’amministrazione non potrà assumere. A quel punto – aggiunge – farò un passo indietro”. La scelta dell’amministrazione, dunque, sarebbe stata dettata dalla necessità, soprattutto in un momento particolare come questo in cui si è ancora in attesa del responso sul Piano di risanamento che dovrebbe salvare il Comune dal dissesto economico.

 


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