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L'INCHIESTA DELLA PROCURA

Fiori Bianchi, 77 arresti
La nuova mappa di Cosa Nostra

Mercoledì 17 Aprile 2013 - 06:00
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Villaggio Sant'Agata, Ottanta Palme, Civita, Cibali, Picanello, Librino, San Giovanni Galermo, Lineri, Belpasso, San Pietro Clarenza, Mascalucia, Santa Venerina, Acireale, Riposto, Aci Catena e Fiumefreddo. Ecco la nuova mappa di Cosa Nostra, comune per comune, quartiere per quartiere. L'INCHIESTA - NOMI  - FOTO - VIDEO - LE REAZIONI - LA GALA - GENNARO - SALVI

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CATANIA- L’operazione “Fiori Bianchi 2” svela l’organigramma della famiglia mafiosa di Catania. Ecco i nomi delle nuove leve dei Santapaola, quartiere per quartiere e Comune per Comune della provincia etnea.

Il gruppo del Villaggio Sant’Agata sarebbe stato diretto da Angelo Mirabile (detto “Angelo ‘u Poccu”), e conterebbe in organico Salvatore Aiasecca (detto “Turi ca’ lenti”), Salvatore Battaglia e Santo Battaglia (capo storico del gruppo, ormai ergastolano), Orazio Carbonaro (detto “U Giganti”), Salvatore Fiore, Salvatore Gerardo Marro, Salvatore Miano (detto “Turi Diabolik”), Angelo Mirabile Filippo Scalogna, Carmelo Scuderi, Giovanni Tropea (detto “Giovanni ‘u Baruni) e Salvatore Zito (detto “Turi Malavita”).

Il gruppo Ottanta Palme, secondo gli inquirenti, sarebbe stato composto da Alfio Amato e Matteo Orlando (detto “Matteo l’Esaurito”).

Poi c’è la squadra della Civita, storico feudo dei Santapaola. Ne avrebbero fatto parte Natale Armando Angemi (ritenuto il capo, detto “Armando da’ Civita”), Alfio Bonnici, Ignazio Cavallaro e Alessandro Lanzafame.

Nel gruppo di Cibali, secondo i Pm, avrebbero militato Elio Catania, Sebastiano Fazio e Salvatore Fazio (detto “Pagghiolu”) ritenuto il responsabile.

A Picanello sarebbe stata attiva la squadra più nutrita dei Santapaola capeggiata, secondo gli inquirenti, da Lorenzo Pavone. Gli altri membri sarebbero Ruben Badessa, Marco Battaglia, Davide Battiato, Fabio Maria Catania, Antonio D’Arrigo (detto “Gennarino”), Vincenzo Dato (detto “Enzo Pirigno”), Orazio Di Bella, Angelo Di Stefano (detto “Mignagno”), Maurizio Fiocco, Roberto Illuminato (detto “Robertino di Picanello), Claudio Lo Presti, Agatino Manara, Antonino Meli (detto “Nino ‘u Rossu”), Giampiero Nicotra (detto “Faccia Tagghiata”), Carmelo Nista, Francesco Petronio, Carmelo Tommaso Sciuto (detto “Melo ‘u Ponchiu”), Salvatore Scuderi (detto “Turi Scheggia”), Giovanni Antonino Tosto (detto “Giovanneddu ‘u Ragnu”), Giuseppe Tringale e Santo Tudisco.

Nel quartiere di Librino, a contendersi il territorio con gli Arena affiliati ai Cappello, i Santapaola avrebbero schierato il gruppo diretto da Andrea Luca Nizza, ventisettenne, ultimo erede dell’omonima famiglia alleata del nucleo egemone di Cosa Nostra etnea. Al suo interno gli inquirenti collocano Gianfranco Faro e Salvatore Faro.

Nel territorio di Catania città risulterebbero infine radicate le squadre di San Cocimo e di San Giovanni Galermo.

Il gruppo di San Cocimo, nel cuore del centro storico, sarebbe forte della militanza di Francesco Di Grazia e di Angelo Testa.

Per San Giovanni Galermo, infine, sarebbero stati in organico Salvatore Gurrieri, Vincenzo Guzzetta (detto “Enzo ‘u Biondu”) e Mario Russo.

Ma la nuova mafia di Catania, secondo gli atti dei Pm della Dda, avrebbe trovato ramificazioni anche in provincia. Gruppi di soldati affiliati alla famiglia mafiosa dei Santapaola sono stati individuati a Lineri, Belpasso, San Pietro Clarenza, Mascalucia, Paternò, Santa Venerina e Acireale.

Lineri, frazione di Misterbianco, sarebbe stata presidiata dal gruppo di Carmelo Litrico.

La squadra di Belpasso- San Pietro Clarenza arruolerebbe Giuseppe Felice (detto “Pippu ‘u ‘Nfermeri”), Salvatore La Rosa (detto “Turi Lupin”), Francesco Leonardi (detto “Franco Banana”), Salvatore Politini, Gianluca Presti, Stefano Prezzavento, Carmelo Puglisi,, Orazio Stimoli, Pietro Stimoli e Andrea Ventura. Giuseppe Santonocito (detto “Pippo Scillicchia”) ne sarebbe stato il responsabile.

Mascalucia, invece, sarebbe territorio del gruppo di Mirko Pompeo Casesa (ritenuto il capo), Cristian Fallica, Gabriele Lo Bianco e Giuseppe Puglisi.

A Paternò, secondo i Pm, i nomi dei Santapaola sarebbero Giuseppe Fioretto e Giovanni Messina (detto “Giummiddu”). A Santa Venerina, alle falde dell’Etna, la squadra comprenderebbe Salvatore Calì (detto “Turi ‘u Vavveri”) e Antonino Castorina ritenuto il capo (detto “Lillitta”).

Nell’area jonica della provincia etnea i nuovi Santapaola conterebbero 4 gruppi.

Quello di Acireale includerebbe Salvatore Indelicato (detto “Turi ‘u Spiddu”), Carmelo Messina (“Melu ‘u Pisciaru”) e Salvatore Patanè.

A Aci Catena la squadra sarebbe composta da Mario Bella, Alfio Brancato (detto “Alfio Pio”), Mario Guarrera e Mario Vinciguerra.

Poi c’è il Comune di Fiumefreddo, Secondo i Pm sarebbe stato presidiato per conto dei Santapaola dal gruppo di Alfio e Sebastiano Patanè (detto “Nello”) Proprio quest’ultimo è considerato il capo del gruppo.

La squadra di Riposto, infine, avrebbe fatto capo ai Santapaola tramite la leadership di Benedetto La Motta, detto “Benito”.

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Ultima modifica: 17 Aprile 2013 ore 19:53
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