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DELOCALIZZAZIONI

Call center, Pistorio:
“La politica prenda posizione”.

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Catania. Telecomunicazioni: Cgil pronta a dare battaglia sulle delocalizzazioni. In attesa dell’incontro di venerdì con Almaviva, RSU ed RSA della Slc Cgil di Catania si sono riuniti per discutere dalla crisi industriale del settore delle catastrofiche ricadute sui livelli occupazionali. “La riunione di oggi – spiega il segretario confederale della Cgil, Giovanni Pistorio - nasce per fare il punto sulla crisi del settore che rischia di investire, in maniera violenta, tutta la provincia di Catania”. “In passato le grandi aziende – prosegue il sindacalista- avevano deciso di investire sul nostro territorio perché qui veniva assicurata una alta qualità del servizio grazie al fatto che la nostra popolazione in età lavorativa ha livelli di istruzione particolarmente alti, una propensione all’impegno e scarsa propensione al turnover, tutte cose che hanno garantito una ottima gestione del servizio”. La situazione odierna è diversa.

“Oggi, invece, la strategia delle grandi commesse nazionali, che assegnano gli appalti sul nostro territorio, è cambiata. Non sono più interessati a puntare sulla qualità ma sono determinate ad abbassare il costo del lavoro per aumentare i profitti e investire in altre attività”. Una scelta che potrebbe determinare gravi ricadute occupazionali, basti pensare al fatto che sono oltre diecimila i lavoratori coinvolti nella provincia di Catania. “In questo settore di attività – prosegue Pistorio - non esistono leggi che vincolano di affidare gli appalti a condizioni che garantiscono tutta una serie di tutele ai lavoratori: quindi la compressione può essere massima”.

In più vi è il tasto dolente riguarda le delocalizzazioni. “Un’altra strategia delle grandi committenti – spiega Pistorio- è quella di delocalizzare all’estero gran parte delle loro attività. Le grandi committenti, pur godendo delle nostre concessioni nazionali, fanno in modo che queste attività vengano gestite all’estero, con buona pace del trattamento dei i nostri dati personali e delle ricadute occupazionali sul territorio.” Venerdì Almaviva renderà noto ai sindacati il sistema attraverso cui gestire il calo delle commesse, tenuto conto della crisi del settore. “Almaviva nazionale cosa dice? Non sono disponibile a disinvestire a Catania, anche se Vodafone me lo impone. Però – dice Pistorio - tenuto conto della crisi che l’azienda vive su tutto il territorio nazionale e in considerazione della scelta di delocalizzare, noi comunque dobbiamo fare ricorso a qualche ammortizzatore sociale. Venerdì si individueranno le formule esatte”.

Il sindacalista non risparmia critiche al mondo della politica che, da tempo, assiste inerme. “La politica deve prendere una posizione chiara, deve rendersi conto della gravità della situazione e trovare delle soluzioni che impediscano alle aziende di delocalizzare all’estero, in quanto titolari di concessione governativa”. Da parte sua, la Cgil avanza una proposta: una moratoria. Riccardo Saccone, coordinatore nazionale Tlc Slc Cgil, spiega così l’ ipotesi di intervento. “Serve una moratoria sul tema delle delocalizzazioni, sappiamo che non possiamo vietare di andare all’estero ma possiamo aprire un tavolo con le aziende fissando alcuni paletti: come la qualità e il divieto di fare le gare a ribasso (che favoriscono abusi e delocalizzazioni)”. Saccone invoca un intervento tempestivo delle istituzioni che affronti il problema alla radice, tenendo conto che “nel nostro Paese manca, in primo luogo, una politica sulle telecomunicazioni.”

 


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