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Mi ritorna in mente…
Il derby di Melo Russo

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Il tecnico Melo Russo

Il tecnico Melo Russo



CATANIA. È considerato tra gli allenatori più “prolifici” della storia del Calcio Catania, colui il quale collezionò - in media - il minor numero di sconfitte alla guida dei rossazzurri: soltanto 5 ko in 47 partite nel campionato di Serie C1. Melo Russo, ex allenatore catanese, a cui ancor’oggi è rimasto attaccato il marchio di “mister”, ha guidato la squadra etnea a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 come responsabile della prima squadra. Ma la sua esperienza sulla panchina rossazzurra, in qualità di vice, cominciò molto prima, ovvero nel 1974 come secondo dell’indimenticato Memo Prenna che lo richiamò in fretta e furia a Catania mentre si trovava in viaggio di nozze. Ha lavorato al fianco di tanti allenatori passati da Catania: da Carmelo Di Bella, che ha guidato per diverse stagioni sia il Catania che il Palermo, al vulcanico Rubino, da Gennaro Rambone allo stesso Prenna ed altri ancora: 3 derby disputati da allenatore in prima (2 pari e una sconfitta) e una decina da vice. Nella settimana che porta a uno dei derby più importanti di sempre, in virtù delle situazioni di classifica di entrambe le squadre, Melo Russo ha raccontato a noi di Live Sicilia cos’è il derby, facendo riaffiorare ricordi che sono rimasti indelebili nella sua memoria.

Mister Russo, partiamo dal vero significato del derby di Sicilia. 

È la partita per eccellenza, la gara più importante di tutte perché c’è in palio la leadership della Sicilia calcistica. È arcinoto che si tratti di una partita speciale, non è vero affatto che è una sfida come tutte le altre. Il derby è sempre il derby! Le motivazioni sono maggiori, i giocatori sanno bene che i tifosi tengono particolarmente a questa sfida e che vogliono sempre vincerla.

Come preparava il derby quando sedeva sulla panchina del Catania? 

Sotto l’aspetto mentale sapevo che la settimana che portava al derby era meno impegnativa, ovvero non dovevo caricare e motivare la squadra perché lo era già da sé. Al contrario non sollecitavo troppo i miei giocatori per evitare un effetto boomerang, la troppa tensione spesso porta a prestazioni negative.

C’è un episodio prima di un Catania-Palermo che le è rimasto maggiormente impresso? 

Ce ne sono tanti a dire il vero, ma quello che ricordo con più piacere è l’episodio che riguardò Attilio Tesser. Stagione ‘88/’89, il sabato sera prima del derby eravamo in ritiro in albergo e notai l’eccessivo nervosismo che manifestava Tesser, uno degli uomini migliori che avevo in rosa. Pensai che era teso per la sfida contro i rosanero, ma in realtà il problema era di tutt’altra natura. Mi confessò che era nervoso perché il figlio, nato da poco tempo, aveva la febbre alta e lui non poteva far nulla in quel momento per accudirlo. Lo mandai a casa il sabato sera per star vicino alla moglie ed al figlio, tornò in tempo per il derby, lo schierai titolare e disputò una partita eccellente.

Ricorda altri aneddoti legati ai derby? 

Non potrò mai dimenticare quando fummo costretti ad uscire dal Provinciale di Trapani scortati dalle forze dell’ordine. Si giocava in campo neutro per la squalifica della Favorita, clima ostile da parte dei tifosi palermitani che distrussero il nostro pullman all’arrivo allo stadio di Trapani. Erano altri tempi, oggi le tifoserie di Catania e Palermo sono molto più mature, assistono alla partita, si lanciano i canonici sfottò ma nulla va più al di fuori dello sport. Non si dovranno più ripetere episodi come quelli del 2 febbraio 2007 o come questi che mi videro protagonista in prima persona ai tempi della C1.

Ci racconti il suo primo derby di Sicilia. 

Era sempre la stagione ‘88/’89, si giocò a Palermo. Non fu una gara spettacolare, pareggiammo 0-0. Ricordo però molto bene l’emozione al momento di prendere posto sulla panchina del Catania, alla Favorita, nella partita delle partite. Ero arrivato da poco per sostituire l’esonerato Pace, il Catania era ultimo in classifica. Venivamo però dal successo contro la capolista Cagliari con un rigore a tempo quasi scaduto, con i sardi che sbagliarono a loro volta un penalty in pieno recupero. Il Catania aveva cambiato volta ed a Palermo, quella volta, andammo vicini alla vittoria.

Oggi il Catania è più forte del Palermo, almeno la classifica dice questo. È d’accordo?

Per tanti anni il Palermo ha avuto la supremazia in Sicilia, specie quando il Catania fu costretto a ripartire dall’Eccellenza. Già la scorsa stagione i rossazzurri hanno fatto vedere cose più interessanti arrivando in classifica davanti ai rosanero. L’organico del Catania oggi è sicuramente più competitivo rispetto a quello del Palermo, ma il derby non rispetta quasi mai la regola del più forte o di chi è favorito.

Si sente di fare un pronostico? 

Dico solo a entrambe le tifoserie di godersi il derby, applaudire al calcio e che vinca il migliore!


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