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Amministrative di Catania

Amarcord: dal passato il trucco
per diventare presente


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CATANIA - “Ti ricordi com’era bello quel tempo andato… ”. Il Felliniano Amarcord è il claim ricorrente di questa buffa tornata elettorale all’ombra del Vulcano che sbuffa. Forse stanco di rivedere facce rugate, capelli sbiaditi dell’eterno passato che rifà il trucco per diventare presente, l’Etna di questi giorni s’incazza e diventa vulcano. E così, sullo sgualcito palcoscenico della politica ha rifatto capolino la simpatica faccetta di Francesco Attaguile, sindaco del secolo scorso della pre-primavera DC e poi vice-re della Primavera di
Bianco prima edizione, tra il 1988 e il 1989.

“Forse mi candido di nuovo a primo cittadino” ha fatto sapere, dicendo e non dicendo come ai tempi della vecchia Democrazia Cristiana. Da numero due che si rispetti ha quasi l’obbligo di seguire le orme del numero uno: lo farà davvero? E per rimanere in famiglia, si è rivisto anche il cugino Angeluzzo Attaguile indimenticabile presidente del Catania calcio della decotta serie C al tempo della pre-primavera, omaggiato da Raffaele Lombardo del seggio a Montecitorio forse per meriti sportivi.... Angelo Munzone, invece, che il sindaco lo fece negli anni della prima serie A, 1983-84, ha declinato l’invito a riproporsi. Con voce baritonale ha candidato il figlio Giacomo, che col faccione identico al padre campeggia per tutte le ruote tra i costosi 6X3 senza simboli che inondano anonimi la Città.

E a proposito di vecchio che ri-avanza, ecco tornare in scena Jano Lombardo consigliere diccì di fede draghiana addirittura negli anni ’70, si ricandida al consiglio comunale forte anche del suo riporto d’antan: per la sua nuova campagna elettorale è pronto un megafono!

Nel teatrino catanese una citazione la merita senz’altro Gianni Vasta, una volta dominus dell’ambulantato cittadino. Consigliere Bianchista già nel 1993 poi diventato Berlusconiano, sembra intenzionato a ricandidarsi a consigliere a gentile richiesta per allietare ancora Palazzo degli Elefanti con le sue splendide acrobazie linguistiche da centrodestra. Appena fuori dal capoluogo, invece, non solo Amarcord, ma anche le note di Albano per la nostalgia canaglia: signore e signori, Giarre ridà il benvenuto all’ex ministro della Difesa Salvò Ando'. Vuole fare il sindaco per il centrosinistra appena trenta anni dopo avere guidato il dicastero della Difesa.

Chissà se è anche per questo che la cenere degli sbuffi incazzati del Vulcano sta asfissiando i giarresi, per conto loro già pronti ad emigrare nella confinante Riposto. Sperando che l’ex ministro socialista, forte dalla sua esperienza Militare nella Guerra fredda, non decida di aprire le ostilità ai cugini ripostesi!


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