Live Sicilia

Anniversari

I quattro anni dello
Spazio Libero Cervantes

VOTA
4.4/5
7 voti

Catania, cervantes, Gaetano Fatuzzo, salvo pogliese, Politica
Gaetano Fatuzzo

Gaetano Fatuzzo



CATANIA. L'aria che si respira questo sabato 13 aprile, in via Santa Sofia 42, ex sede dell’istituto didattico XX Settembre, è di festa, infatti si celebra il quarto compleanno dello Spazio Libero Cervantes e come è giusto in queste occasioni, l'affluenza è davvero notevole, infatti, persone di tutte le età, affollano la sede di questo spazio libero e liberato. Quattro anni or sono, con un'occupazione coraggiosa, alcuni ragazzi, che di certo non possono essere definiti bamboccioni, hanno voluto fare qualcosa per restituire a Catania, un luogo simbolo del degrado e dell'abbandono. La volontà è più forte delle avversità e perciò hanno ridato decoro al fatiscente che s'insinua nelle parti più periferiche della città, facendo di un ex istituto didattico, uno spazio aperto alle necessità della gente. È proprio qui, che incontriamo Gaetano Fatuzzo, che dopo averci fatto visitare la struttura, che è simbolicamente dotata di una biblioteca e di una palestra, perché qui, la tradizione è viva e quindi l’antico motto latino, mens sana in corpore sano è praticato davvero. Dopo il giro cortese, Gaetano Fatuzzo, responsabile dello Spazio Libero Cervantes e candidato consigliere comunale del movimento “Catania è patria”, movimento nato dall’esperienza del Cervantes, ci fa accomodare in biblioteca e così, iniziamo la nostra chiacchierata.

 I compleanni, ovviamente, servono a celebrare, ma sono anche il momento per tracciare a i bilanci … quattro anni dopo, lo Spazio Libero Cervantes, cosa è riuscito a realizzare?

Noi abbiamo sempre individuato in tre parole, le nostre principali direttrici e sono: sport, cultura e solidarietà. Certo oggi, a quelle parole ne aggiungiamo delle altre e sono quelle che riguardano l’interventismo sociale, la critica politica e tante altre attività correlate a questa struttura, che è il cuore di questa associazione.

“Occupy” è parola che nell’anno passato ha avuto una considerevole fortuna ed anche recentemente alcuni deputati hanno occupato il parlamento … per voi, cosa vuol dire “occupare”?

Per noi, la parola occupazione, va declinata col verbo “riattivare”. Riattivazione. Fondamentalmente, abbiamo riattivato e abbiamo riempito un vuoto che si era creato. In sostanza, noi, da quello che rappresentava un problema, siamo riusciti a cavarne fuori, un’opportunità, questa struttura era un problema, perché era uno stabile abbandonato, ricettacolo di malaffare e di degrado, noi l’abbiamo trasformato in un’opportunità di rilancio sociale,. Insomma, il nostro modo di declinare la parola occupazione è solare e non sterile. Quotidianamente oggi, qui arrivano decine e decine di ragazzi e vengono qui per la palestra, per la sala pesi, per i corsi di boxe o per quelli di danza, per fare ricerche nella biblioteca, che oggi ha più di cinquecento volumi, e ci sono anche i ragazzi che suonano, che vengono qui con le band per provare.

Cos’è “Catania è Patria”?

È un comitato civico che esprimerà un candidato al consiglio comunale, all’interno di una lista civica e questa modalità, offre l’occasione, di concentrare le nostre forze.

La cosa fatta di cui andati più fieri in questi quattro anni?

È una domanda a cui è difficile rispondere questa, perché sono tante le cose fatte in questi anni, dai concerti alle conferenze. Sicuramente, mi ha reso orgogliosissimo avere più volte ospite Pietrangelo Buttafuoco, oppure riuscire a fare un concerto in onore di Rino Gaetano, che passa per essere una delle icone della sinistra, ma che per noi è un grandissimo libero pensatore. Ma la cosa più bella, è stata la riqualificazione di un campetto abbandonato a Cibali, il parco Majorana, in una settimana i giovani del quartiere, hanno rivisto ciò che avevano sperato e cioè le reti, le porte e così hanno potuto passare i pomeriggi a giocare, invece di rimanere tra le auto bruciate.

Oggi cosa prevede il programma?

Questa è l’occasione per rendicontare i nostri quattro anni di attività, assieme a tutti gli amici che hanno voluto partecipare. Questo però, non deve servire a farci cullare sugli allori, infatti vogliamo rilanciare la posta in gioco, con un progetto più ampio.

A questo proposito, se dovesse essere eletto in consiglio comunale, quale sarebbe la sua prima proposta?

La cultura in questa città, non deve essere più vista solo come una voce di spesa, ma deve diventare una risorsa, per fare rinascere la città, perché senza cultura questa città morirà. La cultura va intesa come professione. Proprio per questo, proponiamo di realizzare una Casa delle Arti, dove giovani attori e registi, per esempio, possano operare. La sede che abbiamo individuato è in via Crociferi, infatti abbiamo pensato al vecchio Liceo Artistico, che è lasciato abbandonato dalle istituzioni, già da due anni.

Abbiamo voluto sentire anche la voce di qualcuno che si fosse avvicinato al Cervantes recentemente e così abbiamo conosciuto Simone G. di diciassette anni, che ha cominciato a frequentare il centro da circa un anno, e ci ha detto che è stato spinto dalla forte voglia di fare politica e dalla volontà di fare qualcosa di buono per la comunità, la scelta di militare nel movimento è dovuta al fatto di essere vicino a degli ideali che lo vedono contrario all’utilizzo delle droghe e vicino alla difesa della vita. Tra gli amici del Cervantes, abbiamo intercettato anche l’on. Salvo Pogliese (Pdl), vicepresidente Ars, presente all’invito, perché ci ha spiegato che l’amicizia con Fatuzzo, risale ai tempi del Fronte della Gioventù. Viste le imminenti elezioni cittadine, è stato ovvio rivolgergli qualche domanda sulla situazione del centro-destra cittadino. - È mia opinione personale che il centro-destra debba ricompattarsi, noi comunque avremo delle riunioni in serata, proprio per discutere della questione - ha detto Pogliese.

Sarà attorno al nome di Stancanelli che il centro-destra si ricompatterà?

Lo vedremo nei prossimi giorni. Io credo che Stancanelli abbia amministrato bene e che è fisiologico per un sindaco, ripresentarsi dopo aver eseguito un primo mandato.

Cosa osta al nome di Stancanelli?

Ci sono stati oggettivi problemi all’interno del centro-destra ed anche all’interno del Pdl, qualche scelta, non è stata condivisa da tutti, penso alla giunta tecnica di due anni fa, che fu una scelta del sindaco che non fu condivisa all’interno del partito. Probabilmente in alcuni ambienti, ancora si pagano le conseguenze di quella scelta.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php