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FIUMEFREDDO DI SICILIA

Strisce blu a Marina di Cottone
Si indaga per abuso d’ufficio

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FIUMEFREDDO DI SICILIA. Tre verbali di identificazione sono stati notificati dalla Polizia provinciale al sindaco di Fiumefreddo di Sicilia, Marco Alosi, al responsabile della III area del comune ionico, Salvatore Leonardi e al dirigente della Provincia Regionale di Catania, Giuseppe Galizia. Un quarto provvedimento avrebbe raggiunto anche il rappresentante legale della SIS Park srl, la ditta con sede a Perugia, incaricata del servizio di noleggio dei parcometri sul lungomare di Marina di Cottone.

Uno dei parcometri installati



Sono tutti indagati per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Catania, sull’istituzione degli stalli a pagamento lungo il litorale ionico, nel periodo compreso dal 4 agosto al 16 settembre dello scorso anno. Dopo Riposto, quindi, un’indagine sulle strisce blu investe anche Fiumefreddo. Ma a differenza del comune marinaro, gli stalli di Marina di Cottone sono stati istituiti lungo la regia trazzera Riposto Schisò, di proprietà della provincia. Nell’agosto dello scorso anno gli agenti della Polizia Provinciale di Catania avevano acquisito tutta la documentazione relativa al servizio, compresa l’autorizzazione rilasciata dall’ente proprietario della strada.

“Questo provvedimento mi coglie di sorpresa – dichiara a LiveSiciliaCatania Salvatore Leonardi – ma ho fiducia nella giustizia. Non ho nulla da rimproverarmi perché sono state rispettate tutte le procedure previste. Prima di istituire gli stalli a pagamento abbiamo ottenuto l’autorizzazione della Provincia, ente proprietario”.

“Tutti gli atti sono stati eseguiti nel rispetto delle norme di legge e dopo aver ottenuto i visti di legittimità dagli organi competenti – dichiara il sindaco Marco Alosi – Pertanto sono tranquillo e sereno sulle indagini promosse dalla magistratura etnea”.

Dopo la delibera di giunta e l’ordinanza che ha istituito le strisce blu, tutta la documentazione sarebbe stata regolarmente trasmessa alla Provincia, prima dell’avvio del servizio. Bandita anche una gara d’appalto per il noleggio dei parcometri, andata deserta poiché nessuna ditta sembrava interessata ad un servizio di così breve durata. Solo la SIS, che fornisce i parcometri anche ai vicini comuni di Mascali e Giarre, ha accettato, ottenendo l’affidamento diretto.

Nell’agosto scorso la questione strisce blu a Marina di Cottone era approdata anche in consiglio provinciale con un’interrogazione presentata dal consigliere del gruppo Comunisti-IDV Antonio Tomarchio. “Sono incappato nella vicenda da semplice utente del litorale – spiega a LiveSiciliaCatania il consigliere Tomarchio – e sapendo che il comune non è l’ente proprietario della strada, ho ritenuto l’istituzione delle strisce blu illegittima. Per questo ho presentato un’interrogazione in consiglio ed ho poi segnalato il caso alla Polizia provinciale che a dir la verità – conclude Tomarchio – si era già attivata”.

Ma il primo a sollevare il caso è stato il circolo PRC “Berlinguer” di Fiumefreddo che già nel 2010 aveva avviato una serie di proteste, tra cui la distribuzione sul lungomare di alcuni facsimili delle contestate multe.

“Abbiamo appreso la notizia- ha commentato il circolo “Berlinguer”, ricostruendo la vicenda attraverso una nota - di un possibile interessamento della magistratura sulla questione strisce blu. Tre anni fa la Provincia di Catania, tramite gli uffici competenti, aveva fatto pervenire comunicazione ai sindaci dei comuni di Fiumefreddo, Mascali e Calatabiano, con riferimento all’area del litorale jonico da Torre Archirafi a Calatabiano di non aver rilasciato alcuna autorizzazione per le aree di sosta a pagamento nell’anno 2010, ribadendo l’illegittimità delle stesse secondo l’articolo 7, commi 6 e 8, del Codice della Strada.

Già l'ex sindaco Nucifora – prosegue la nota – aveva istituito le strisce blu senza autorizzazione con la formula del silenzio assenso. Lo scorso anno si è riusciti ad istituire le strisce blu e ad installare i parchimetri, sotto autorizzazione della Provincia, motivando la richiesta con la causale “pericoli alla circolazione e gravi motivi di ordine pubblico”. Ci chiediamo anche – conclude la nota - come siano stati utilizzati in questi anni i soldi incamerati, vista l'assenza di servizi sulle spiagge”.

 

 

 


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