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Bilancio, Leonardi chiede
l'invio di ispettori ministeriali

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Catania, giovanni leonardi, ispettori ministero Finanze, provincia di catania, Politica
CATANIA – Iniziativa solitaria del Presidente del consiglio provinciale Giovanni Leonardi. Chiesto l'invio degli ispettori del ministero delle Finanze nei locali dell'Ente, dopo che nei scorsi giorni la stessa assise di Palazzo dei Minoriti aveva già deliberato un documento in favore dell'invio degli atti relativi al debito Ifi alla procura di Catania. “C'è un quadro complessivo molto poco chiaro – ha dichiarato a LiveSiciliaCatania- è mio dovere che sia fatta luce”. In questi giorni, ha rivelato inoltre Leonardi, “la Guardia di finanza ha acquisito nuove carte”.

Presidente, perché chiedere l'invio degli ispettori ministeriali alla Provincia?

“Alla luce di quello che è stato attenzionato dalla Corte dei conti nei scorsi giorni, posso dire che c'è un quadro complessivo molto poco chiaro che riguarda gli ultimi atti deliberativi del Consiglio, in riferimento al consuntivo 2010, al consuntivo 2011 e al previsionale 2012, con refluenze probabili sul piano di risanamento varato. È mio dovere istituzionale dunque chiedere che sia fatta luce, questo nell'interesse della comunità amministrata”.

Il consiglio provinciale aveva già votato però un richiesta d'invio alla Procura degli atti sul debito Ifi. Perché questa iniziativa personale?

“Quando fu da me portata quella stessa iniziativa in aula, c'era già l'ipotesi di richiedere una ispezione ministeriale. Ma è stata di fatto stralciata dai miei colleghi. Su questa idea si sono pronunciati favorevolmente soltanto i consiglieri Branciforte, Tomarchio e Porrovecchio, e quelli de La Destra. Il resto fu contrario”.

Per quale motivo?

“Questo non riesco proprio a capirlo. In una situazione così critica mi sarei aspettato un atteggiamento diverso. Vedo però che ultimamente si è creato dentro il Consiglio un nuovo asse Mpa-Pdl. Sia chiaro, la mia iniziativa ha una sola funzione: salvaguardare il lavoro svolto da questa consiliatura. Noi abbiamo sempre votato provvedimenti provvisti di tutti i pareri positivi previsti dalle norme”.

Con la fine delle provincie, quale sarà il destino occupazionale delle partecipate, a cominciare dalla Pubbliservizi?

“Per i lavoratori a ruolo della Provincia si troverà un nuovo assetto della governance. Sulle partecipate invece è chiaro che al momento ci sia molta apprensione da parte dei lavoratori. Ci siamo però già attivati, anche in conferenza dei capigruppo, per vedere quale sia il quadro effettivo della situazione, che al momento sembra è assai complesso.

Quali iniziative state studiando?

Ho intenzione di convocare un consiglio straordinario e aperto al pubblico sulla faccenda, invitando i sindacati e la deputazione nazionale. Bisogna dare delle risposte alle quattrocento famiglie che attualmente vedono in modo incerto il loro futuro”.

Quali sono le incompiute di questo consiglio provinciale?

“Non lascia niente d'incompiuto. Resta il fatto che ci sia dell'amarezza circa l'attenzione che la Corte dei conti sta esercitando sull'ultimo quinquennio. C'è sicuramente una responsabilità che non va addebitata solo ai singolo dirigenti, ma che è, in primo luogo, politica. Quando esplose il debito Ifi, non ho avuto nessuna comunicazione da parte del presidente Castiglione e dell'assessore al ramo. Le uniche risposte sono arrivate dai dirigenti. Questo è emblematico”.

Tra debito Ifi, Corte dei conti, abolizione delle provincie e inchiesta della Procura etnea sui presunti rimborsi illegittimi ai consiglieri , che clima si vive dentro Palazzo dei Minoriti?

“Non è bello. Ma non può venire meno proprio ora l'impegno di chi finora ha lavorato seriamente. Poi la Guardia di Finanza ha sì acquisito delle carte, ma non riguardano l'attività del Consiglio. Bisogna aspettarne la fine delle indagini, penso che ogni situazione verrà chiarita”.

 

 

 

 


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