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Parla il presidente

Il patron Pulvirenti non ci sta:
"Non capisco il disfattismo"

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TORRE DEL GRIFO (Mascalucia). Il presidente del Catania, Nino Pulvirenti non ci sta! Qualche fischio volato dagli spalti del “Massimino” al termine della gara pareggiata col Cagliari ha irritato non poco il massimo dirigente rossoazzurro che oggi, in conferenza stampa, non le ha mandate a dire. “Nessuno ha mai parlato di Europa come obiettivo da perseguire - ha sbottato Pulvirenti - anche se, considerata la nostra attuale posizione di classifica, abbiamo il dovere di provarci sino in fondo. Noi ci crediamo, siamo in corsa e lotteremo sino alla fine. Daremo il… sangue per questo traguardo a cominciare dalla partita di Verona contro il Chievo. Al momento accusiamo quattro punti di svantaggio dalla posizione utile per l’Europa League e potremmo sfruttare eventuali passi falsi di qualche squadra tra quelle che ci stanno davanti”.

- Il Presidente del Catania è un fiume in piena. 

“Non capisco il disfattismo che aleggia in città, per fortuna da parte solo di una sparuta minoranza! Non si può far passare una stagione da record per un fallimento! Ho visto i ragazzi abbattuti, nello spogliatoio, al termine della partita pareggiata col Cagliari. E’ dovuto al disfattismo che arriva da certi settori dello stadio, non certo dalle Curve, e che poi si propaga sui giornali ( con certi titoli ad effetto) e sui social-network. Non lo accettiamo! E non soltanto perché siamo matematicamente ancora in corsa per un piazzamento europeo. Chiedo ai tifosi di starci di starci vicino in questo finale di campionato. Questa squadra non merita fischi ma applausi fino a spellarsi le mani. Io, domenica scorsa, ho voluto ringraziare tutti ragazzi perché contro il Cagliari, così come sempre in questa stagione, hanno dato il massimo, sudando sempre la maglia che indossano. Secondo me, solo in due partite abbiamo forse sbagliato approccio, giocando bene nelle altre 29 gare. Ora dobbiamo ritrovare compattezza ed affrontare col piglio giusto le restanti sette sfide”.

- Cosa riserverà il futuro?

“Nessuno faccia voli pindarici. Vi anticipo sin d’ora che l’anno prossimo ripartiremo puntando al medesimo obiettivo: conquistare, cioè, la salvezza. In un campionato come quello italiano, solo sei o sette squadre possono programmare l’obiettivo europeo. Dello stesso avviso, ad esempio, è anche una società come l’Udinese nonostante i friulani abbiano centrato per due anni consecutivi il piazzamento in Champions!”.

- Qual è il segreto dei successi di un gruppo come quello rossoazzurro? 

“Dietro il successo di uno c’è il lavoro di chi lavora alle spalle. Se la squadra del Catania ottiene risultati importanti , i motivi vanno ricercati nel fatto che tutti lavorano in un’unica direzione. Come società, abbiamo risposto chiaramente alle accuse che ci sono state rivolte, presentando querela nei confronti di chi ha fatto determinare affermazioni!”.

- Cosa pensa della questione arbitrale? 

“Abbiamo sempre accettato tutti gli errori senza gridare al complotto. Abbiamo protestato solo quando siamo stati oggetto del torto più grande della storia recente (gol non annullato contro la Juve al “Massimino” ?!?)”

- Il prolungamento del contratto al tecnico Maran è un segnale di grande coerenza. 

“Sono molto contento che il Mister abbia accettato il prolungamento del contratto da noi proposto. Siamo orgogliosi di Maran e del lavoro da lui svolto. Il nostro allenatore si è trovato a suo agio nell’ambiente rossazzurro”.

- Quali prospettive avete in previsione del calciomercato estivo?

“Maxi Lopez è ancora un giocatore del Catania, il suo futuro dipenderà dalla Sampdoria. Se volesse tornare sui suoi passi, noi lo accoglieremmo nel migliore dei modi. Ma lui dovrà risolvere anche i suoi problemi familiari che, in precedenza, hanno contribuito alla sua partenza da Catania. Marchese, invece, sta valutando alcune situazioni. Il Catania vuole prolungargli il contratto ma, se preferisse andare altrove, non ci fasceremmo la testa. Con Legrottaglie, infine, ci incontreremo presto per decidere serenamente se il suo futuro sarà ancora qui a Catania. Inoltre, confermo che abbiamo preso due importanti calciatori sudamericani che vestiranno la casacca rossazzurra a prescindere dalle eventuali cessioni future. Una cosa è certa: ad ogni cessione, corrisponderà un’ integrazione. Il nostro obiettivo è sicuramente quello di rinforzarci. Non il contrario!".

- In cima ai suoi pensieri… c’è sempre il nuovo stadio? 

“Naturalmente! Non ho ancora letto la proposta di legge presentata all’ARS. Penso che, prima o poi, la legge sugli stadi si farà e credo che non soltanto Catania necessita di uno stadio nuovo. Lo merita la città, i tifosi di oggi e quelli che si avvicineranno in futuro al calcio grazie anche ad una nuova e più confortevole struttura che possa ospitare le partita del nostro Catania”.


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