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Il M5S vara la “sala riunioni”
Longhitano candidato sindaco

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amministrative 2013, elezioni, gravina, movimento 5 stelle, stefano longhitano, Politica
GRAVINA - Chi si aspettava la “solita” inaugurazione di una sede a cura di un movimento politico ha dovuto fare i conti con una significativa delusione. Venerdì 5 aprile in via etnea 361 il Movimento 5 stelle di Gravina ha inaugurato il suo “quartier generale”, anzi “sala riunioni”, come tiene a precisare lo zelante responsabile della comunicazione del gruppo, Adriano Margarone, e nello stesso tempo ha annunciato pubblicamente il nome del candidato alla poltrona di sindaco del comune etneo, Stefano Longhitano. “Abbiamo deciso di dar vita ad una nostra nuova sala riunioni – ha spiegato il candidato sindaco Longhitano - con l’augurio che questo faciliti l’accesso al movimento di tutti quei cittadini, ancora impossibilitati ad unirsi alle nostre fila tramite l’area web. Vorrei specificare che tutto ciò che facciamo, comprese le spese di gestione della sala stessa, sono frutto di autofinanziamento e di donazioni spontanee”.

Chiaramente il discorso non poteva che vertere sin da subito sulle prossime elezioni amministrative in programma anche a Gravina. “Abbiamo chiesto allo staff di Beppe Grillo – ha spiegato il trentatreenne Longhitano, libero professionista, padre di due bambine e da vent’anni residente a Gravina - la possibilità di potervi rappresentare come lista comunale M5S. Ribadisco che nessuno di noi è un politico di professione e nè lo sarà mai. Qualcuno ci definisce populisti: ebbene, se populista significa rappresentare un miglioramento delle condizioni di vita delle classi disagiate, disorientate ed abbandonate a se stesse, soprattutto in questo durissimo frangente economico - sociale, non nascondiamo di essere fieri di questo appellativo. Noi siamo cittadini attivi, non cittadini che vogliono essere cercati solo in occasione delle elezioni”. Il rifiuto insomma appare chiaro nei confronti della “vecchia politica”, quella tipica della prima o della seconda repubblica. “Siamo cittadini normali che vogliono riprendersi in mano la società in cui vivono il quotidiano. La nostra posizione è chiara e semplice: proviamo a voltare pagina per una volta e non diamo fiducia sempre agli stessi, che hanno ridotto le periferie a terre di nessuno, lande desolate in cui tutto accade, in cui la microcriminalità è autentica padrona”. Il riferimento, sollecitato anche dai numerosi cittadini presenti in qualità di curiosi uditori, è caduto fatalmente sull’amministrazione uscente, guidata dal sindaco Domenico Rapisarda. “La scontentezza per anni di sostanziale anonimato e immobilismo da parte della classe dirigente locale è assolutamente legittima e noi non vogliamo cavalcare tale “status quo”. Piuttosto far capire alla gente che di noi può fidarsi perché siamo semplici cittadini, non abbiamo bisogno di fare politica. Siamo persone per bene e tali vogliamo restare. Siamo una squadra, oltreché dei portavoce della gente; il nostro allenatore è il singolo cittadino”.

La speranza del M5S di Gravina è che il successo significativo riportato su scala nazionale (5800 voti) possa avere un seguito anche in un ambito più strettamente locale. “Oltre a conferire il giusto riconoscimento alle necessità del centro storico, vogliamo che si attenzionino una volta per tutte le esigenze delle periferie: la gente non ne può più di imbattersi in strade dissestate, vigilanza precaria se non del tutto assente, disarmo economico e sociale”.

In occasione dell’inaugurazione della “sala riunioni” del Movimento, Longhitano ha fatto riferimento a com’è nata davvero la vocazione, che lo ha spinto al “grande passo”. “Ascoltando i discorsi di Beppe Grillo in piazza, ci siamo resi conti di come non sia più possibile restare a casa comodamente in pantofole e lamentarsi per una situazione che ha del grottesco. Affinchè il rinnovamento e la rivoluzione culturale possano veramente consumarsi, occorre un mix di buona volontà e saggezza, con cui dobbiamo interpretare e dare risposte concrete al legittimo malcontento della gente”. Non poteva mancare infine un riferimento al ballottaggio, prefigurato da alcuni cittadini come evoluzione naturale degli schieramenti politici in campo. “In caso di eventuale ballottaggio – ha concluso Stefano Longhitano – valuteremo i programmi proposti dai candidati a sindaco. Ciò che è certo è che andremo a votare: astenersi significherebbe lavarsene le mani e noi teniamo a che la nostra cittadina possa essere valorizzata e non sprofondare sotto i colpi del malgoverno. Perchè ciò accada è però necessario che la gente si munisca di coraggio e vada a votare per una forza nuova, pronta al cambiamento e alla buona amministrazione, come il nostro Movimento”. Un’ultima battuta il candidato sindaco del M5S di Gravina l’ha riservata ai “competitors”. “Ci farebbe piacere se non denigrassero gli avversari, nella fattispecie il nostro Movimento, ma che ci si confrontasse piuttosto sui programmi e sulla concreta voglia di fare per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

 


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