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PRESIDIO DAVANTI AL PALAZZO ESA

Braccianti scrivono a Crocetta:
"Agrumicoltura al collasso"

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agrumicoltura, braccianti agricoli, Catania, palazzo esa, Economia

In primo piano, seduti, da sinistra: Mannino, marino e Di Paola, insieme ad una rappresentanza di lavoratori



CATANIA - “La campagna agrumicola 2012/2013, non è riuscita e non riuscirà ad impiegare la stessa quantità di manodopera utilizzata negli anni precedenti. Non può farlo perché manca il prodotto da raccogliere”.  E’ questo uno dei passaggi salienti della lettera indirizzata al presidente della Regione e agli assessori all’Agricoltura ed al Lavoro che i manifestanti della protesta organizzata stamattina davanti al Palazzo dell’Esa da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, hanno consegnato al capo gabinetto vicario di Crocetta, Giuseppe Cicala.

Il dirigente si è preso l’impegno di consegnare la missiva e adoperarsi affinché una riunione tra sindacati, braccianti e il presidente stesso, venga fissata al più presto. Alla manifestazione erano presenti, oltre ai segretari generali di categoria Pietro Di Paola, Alfio Mannino e Nino Marino, una cinquantina di lavoratori.

“Gli impianti agrumicoli esistenti nella provincia di Catania in questa annata 2012-2013 presentano un notevole calo di produzione quantificabile almeno intorno al 30 se non addirittura al 40% in meno rispetto allo scorso anno. – si legge nella lettera- La scarsa produzione agrumicola lamentata quest’anno dai lavoratori agricoli (la stagione per la generalità dei braccianti finirà tra fine marzo e i primi di aprile mentre prima arrivava fino a maggio inoltrato), si somma ad un’altra piaga che si è abbattuta nelle campagne del catanese in questi ultimi anni e che ha falcidiato migliaia di ettari di agrumeto o per estirpazione o per abbandono: il cosiddetto “virus della tristezza” per il quale non esiste, ad oggi, rimedio.

I due tipi di fenomeni: crisi di produzione e crisi per ristrutturazione, comportano la prima il calo di produzione agrumicola e la seconda l’ estirpazione-reimpianto degli agrumeti (non si raccoglierà frutto per almeno i primi 5 anni). Inutile sottolineare cosa ciò significhi per i lavoratori agricoli stagionali: minor prodotto da raccogliere minore giornate di lavoro e quindi perdita di reddito immediato; sottrazione di reddito futuro a causa della minore erogazione dell’indennità di disoccupazione (meno giornate=meno indennità) e infine carenza della contribuzione ai fini pensionistici. Ma è soprattutto la mancanza di reddito immediato a rendere la situazione sociale incandescente”.

Oltre ad un incontro con il presidente Crocetta e i due assessori, i sindacati chiedono, “di trovare soluzioni di accesso più agevoli alla pensione dei lavoratori agricoli rispetto a quanto previsto nell’ultima riforma previdenziale che porta l’età pensionabile a 67 anni”, di “rivedere la normativa sulla calamità semplificandone l’attuale disciplina ai benefici riconosciuti agli operai agricoli”; di “introdurre in agricoltura, per i lavoratori stagionali ammortizzatori in deroga come previsto in altri settori, di porre una particolare attenzione nella gestione del mercato del lavoro in agricoltura, per un nuovo controllo sociale rispetto alle procedure di assunzione e norme che permettono di contrastare con efficacia il fenomeno del lavoro nero e di promuovere politiche attive volte allo sviluppo del settore e ottimizzando la spesa del piano di sviluppo rurale”.


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