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Ciak a Catania per
“The Perfect Husband”


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Tania Bambaci



CATANIA - Catania e la provincia etnea sono le location prescelte per il set di “The Perfect Husband”, “Il Marito Perfetto”. Un lungometraggio horror prodotto da “Prima Visione” in coproduzione con la “Romano Film Production”. Un viaggio tra i comportamenti e i pensieri più nascosti della mente umana per sfatare quello che, molte volte, si rivela una pura e sacrosanta verità: le persone che ci circondano, spesso, non sono poi come realmente le immaginavamo. Un cast di attori emergenti, inglesi e americani, ad eccezione della siciliana Tania Bambaci.

Una messinese in un cast dal sapore americano. Come stai vivendo quest’esperienza?

Sono molto soddisfatta, tra l’altro recitare in una lingua diversa dall’italiano per me rappresenta una sfida ancor più grande. Le riprese, al momento, sono andate molto bene e ciò per me è davvero significativo, conferma il fatto che con tanto impegno e sacrificio è possibile realizzare i propri sogni.

Tu parlavi già bene l’inglese?

Studio Lingue e Letterature Straniere all’università di Pisa, però, la pronuncia americana è totalmente diversa da quella inglese, così ho approfondito un po’ le differenze tra i due idiomi e grazie anche all’aiuto degli attori sono riuscita a perfezionarla.

Che ruolo interpreti?

In “The Perfect Husband” sono una psicologa. Un personaggio chiave in quanto la coppia sulla quale la pellicola si incentra è alla ricerca costante della verità. Viola e Nicola finiranno, infatti, per mettere in discussione se stessi e anche l’altro per comprendere realmente la loro identità.

Il personaggio che interpreti ha qualche caratteristica in comune con Tania fuori dal set?

No. In realtà forse anche io avrei bisogno di una psicologa, ma il bello della recitazione è proprio questo: puoi indossare i panni di chiunque e soprattutto quelli di chi, nella vita di tutti i giorni, non potresti mai per carattere.

Il film è un’analisi di come spesso le persone che ci circondano si mostrano totalmente differenti da come le avevamo idealizzate. In genere il tuo intuito ti aiuta a non commettere quest’errore?

Nel bene e nel male sono molto istintiva, quindi vado molto a pelle. Spesso mi capita, quindi, di commettere degli errori di valutazione ma ritengo che siano proprio le esperienze negative a farti maturare e a renderti nella vita sempre più selettiva.

Nel 2008 ti sei aggiudicata la fascia di “Una ragazza per il cinema” e nel 2011 “Miss Mondo in Italia”. Questi concorsi credi che rappresentano una chiave importante per aprire le porte del cinema?

Ho cominciato a 18 anni, i miei genitori erano contrari al mio ingresso nel mondo dello spettacolo perché lo consideravano strano e pericoloso. I concorsi ti danno, certamente, visibilità e la possibilità di relazionarti con persone che fanno parte del settore, ma il cinema è tutta un’altra cosa. Se non studi non puoi certamente assimilare tutte quelle competenze fondamentali per intraprendere un percorso professionale. Al momento infatti sto frequentando a Roma l’Actor’s Planet, l’accademia di Rossella Izzo.

I giovani si trovano a fare i conti con un momento particolarmente critico che sta attraversando l’Italia e la nostra società. C’è qualcosa che ti fa paura?

No, farmi troppe domande mi crea ansia. Sto cercando di godere al meglio di questo momento, concentrando tutte le mie forze sull’opportunità che la vita mi sta offrendo.

 


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