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ORA PAROLA AL PARLAMENTO

Si del Senato alle Staminali
Si riaccende la speranza

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palazzo madama, senato, staminali
ROMA – La norma sulle staminali contenuta nel decreto Balduzzi è stata stralciata dal Senato in quanto non contiene i requisiti di necessità ed urgenza previsti dalla Costituzione. Si riaccendono le fiducie di migliaia di malati gravi che ripongono nel “metodo stamina” l’ultima speranza per riabilitarsi e tornare ad una vita normale.

Hanno votato favorevolmente e in maniera trasversale 252 senatori di Pd, Pdl, Lega, M5S, contrari al provvedimento solo i 17 senatori di Scelta Civica e 1 astenuto. L’assemblea di palazzo Madama ha fatto saltare, quindi, il comma che avrebbe demandato al solo governo, e non al Parlamento, la competenza a legiferare in materia. Il comma 2 dell’art. 1, infatti, del decreto legge che porta la firma dell’attuale Ministro Balduzzi, garantiva l’accesso alle cure solo per chi le avesse già iniziate, lasciando fuori tutti gli altri ammalati e le nuove segnalazioni. Con questa decisione, invece, il Senato stabilisce che la definizione della disciplina per l'utilizzo delle 'terapie avanzate', come quelle che fanno ricorso alle staminali, dovrà essere rimessa al legislatore, ovvero alle due Camere che saranno chiamate a discutere e approvare una legge ordinaria in materia.

Con questo votazione– spiega Pietro Crisafulli, presidente della onlus Sicilia Risvegli, raggiunto dai microfoni di LiveSiciliaCatania - si annulla il decreto di Balduzzi ma di fatto rimane invariata la situazione per i malati che devono comunque fare ricorso ex art. 700 per accedere alle cure della Stamina Foundation. In attesa di una normativa che inquadri la materia in via generale, l’unica via per aprire le porte del centro ospedaliero d’avanguardia di Brescia resta infatti il ricorso al giudice.

In pratica la situazione paradossale permane e l’iter che un malato è obbligato a seguire permane. Sicilia Risvegli a tal proposito, svolge attività di consulenza e di assistenza per questi malati gravissimi. Insieme con con gli avvocati Camiolo, Zampognaro e Pulvirenti, il nostro staff tecnico giurdico e operativo, aiutiamo queste persone affinché possano seguire in modo corretto questa mortificante trafila burocratica e accedere alle cure staminali. Tale procedura consiste nel preparare e inoltrare la domanda di ammissione alle cure presso l’ospedale di Brescia, attendere una risposta di diniego, che oramai è diventata rituale, e quindi attivare i legali per far ricorso alla negazione suddetta, ex art. 700.

In tutto al momento ci sono circa 320 casi siciliani. Da Catania sono in attesa di definizione ben sette ricorsi ma riceviamo quotidianamente nuove segnalazioni in Sicilia. Soltanto oggi abbiamo inserito nei nostri elenchi altri sette casi. Due a Catania, due a Palermo, uno a Siracusa e altri due nuovi casi sull’ennese. Parliamo di disabili gravissimi, persone in stato vegetativo, in coma, post coma, affetti da Sla o da malattie ereditarie e patologie rarissime che li costringono a vivere in un letto di ospedale e spesso attaccati ad un respiratore.

Proprio oggi la lista delle segnalazioni è stata aggiornata e girata alla Stamina Foundation che entro venti giorni risponderà caso per caso in merito alla possibilità di seguire una terapia stamina.  Siamo inondati da email e telefonate perché i casi sono tantissimi e di diversa natura e non tutti sono coerenti con il tipo di cure che la Stamina Foundation può seguire. Molti addirittura vengono a casa nostra, con i bambini paralizzati e con il respiratore sottobraccio, e non sappiamo come gestire tutto questo flusso di richieste.

Domani in via Etnea, a Catania, dalle 10 al 17 del pomeriggio continueremo la nostra raccolta firme e attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, pertanto se ci sono dei volontari che intendno aiutarci, domani è l'occasione giusta per conoscerci. Il presidente di Sicilia Risvegli il prossimo 10 e 11 Aprile sarà ricevuto in Parlamento insieme al Prof. Vannoni. Per l’occasione saranno consegnate le firme raccolte per la petizione nazionale per annullare il decreto e spera di essere ascolta anche dalle Commisioni competenti al fine di poter offrire un’accurata e testimonianza, utile a inquadrare al meglio la materia.


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