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L'INCHIESTA

Salamone, conferito incarico ai periti
Mancuso rimane dietro le sbarre

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L'arrivo dei periti in Tribunale



CATANIA - Il Tribunale del riesame ha rigettato l'istanza di annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Nicola Mancuso, il 30enne arrestato il 4 marzo scorso accusato dell'omicidio di Valentina Salamone, trovata impiccata il 24 luglio 2010 in una villetta di Adrano. La difesa aveva presentato nell'udienza dello scorso 2 aprile diverse memorie, tra cui una consulenza sulle tracce trovate sotto la scarpa della 19enne. La perizia di parte esclude che si tratti di sangue.  Intanto alle 13.30 si è svolta davanti  al Gip Francesca Cercone la prima udienza per l'incidente probatorio. Il giudice per le indagini preliminari in questa prima fase ha nominato i tre periti che sono i professori Vittorio Fineschi e Cristofaro Pomara dell'istituto di medicina legale di Foggia e Adriano Tagliabracci medico legale di Ancona. I super consulenti dovranno accertare se in una scarpa dell'indagato, sequestrata a dicembre dello scorso anno, si trovano tracce biologiche. A sorpresa i professori dovranno anche analizzare le tracce ematiche prelevate dai Ris di Messina nella suola del sandalo che indossava Valentina la drammatica sera del presunto delitto. Tracce che hanno permesso ai militari di isolare il Dna che è risultato compatibile con l'arrestato. Questa decisione è stata presa dopo una precisa richiesta dell'avvocato Rosario Pennisi, uno dei due difensori di Nicola Mancuso.

Dario Pastore, pochi minuti prima dell'udienza per l'incidente probatorio, ha dichiarato  a LiveSiciliaCatania: "Siamo estremamente soddisfatti che il quadro accusatorio abbia retto e abbia superato brillantemente il vaglio del tribunale del riesame. Ad oggi - conclude il legale della famiglia Salamone- i giudici e il gip hanno ritenuto che a carico di Nicola Mancuso sussistono gravi indizi di colpevolezza dell'omicidio di Valentina. Adesso è il momento di concentrarsi sugli altri soggetti che hanno contribuito ad uccidere la giovane"

Rosario Pennisi, difensore di Nicola Mancuso,  commenta così invece il  mancato accoglimento dell'istanza di annullamento: "Non sappiamo, non essendo ancora stata depositata la motivazione, sulla base di quale ragionamento logico-giuridico il riesame ha rigettato la nostra richiesta. Adesso ci sarà l'incidente probatorio, - aggiunge il legale a LiveSiciliaCatania - all'inizio avrebbe dovuto riguardare l'analisi delle scarpe sequestrate in casa di Mancuso due anni dopo. In accordo con la Procura generale e difesa abbiamo ritenuto di estendere questo quesito anche alla prima consulenza dei RIS che riguardava la macchia di sangue rinvenuta sotto la scarpe di Valentina, per valutare se possa o meno essere il Dna attribuibile a Nicola Mancuso"

 


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