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LA VERTENZA

Oda, la promessa dei sindacati:
"Monitoreremo la situazione"

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Catania, cgil, cisl, oda, uil, Economia

Un momento del tavolo organizzato da Cgil, Cisl e Uil



CATANIA - Da circa mezzo secolo rappresentano un punto di riferimento fondamentale per tutte le famiglie etnee, ma anche calabresi e siciliane in genere, che devono supportare un disabile in famiglia. Si tratta dell'Oda, Opera diocesana assistenza, che conta oltre duemila assistiti ma che da un decennio é fustigato, a fasi alterne, da varie crisi economiche finanziarie. L'istituto conta circa 460 operatori, tre centri di riabilitazione (di cui uno é unico nel suo genere in Sicilia, il "Centro gravi di Pedara") , una struttura ambulatoriale e due strutture a Viagrande. L'obiettivo di Fp Cgil, CISL Fp, e UIL FPL di Catania é adesso quello di evitare il peggio, creando un tavolo tecnico permanente con i vertici dell'Oda.

A comunicarlo stamattina sono stati i tre segretari generali delle tre sigle, e cioè Gaetano Agliozzo, Armando Coco e Stefano Passarello, nel corso di un incontro tenutosi nella sede Fp di via di Sangiuliano. "Il nostro obiettivo é quello di monitorare la situazione finanziaria dell'Ente per evita gli interventi dell' ultimo momento. Ad oggi i lavoratori si trovano indietro di due mensilità, ma il peggio é stato superato a seguito di stringenti e continui rapporti dei nostri sindacati con l'Asp e la Prefettura. - sottolineano i tre segretari- i lavoratori non possono più permettersi che dopo questa tregua si ripetano nuovi e gravi periodi di crisi. L'Oda ci ha già dato la sua disponibilità di massima, e adesso bisogna procedere verso la concretezza".

La gestione Oda (un istituto religioso che gode di finanziamenti regionali) ha subito gravi rallentamenti da quando la Regione Sicilia non ha più tenuto fede alla puntualità nel pagamento delle rette. Per Agliozzo, Coco e Passarello, "l'appello al governatore Crocetta é serio, parte dai lavoratori, dal sindacato e dalle stesse famiglie degli assistiti. La Regione non può rimanere indifferente e deve mantenere i propri impegni. Le rette, inoltre, non vengono adeguate da un ventennio e quando la crisi si fa sentire, con periodi in cui lo stipendio viene a mancare anche per quattro mesi di fila, i lavoratori non dimenticano mai chi sono, prima di tutto: degli operatori del sociale che devono continuare a dare il meglio vista la particolare natura del loro ruolo, sempre al fianco dei meno fortunati".

Fp Cgil, CISL Fp, e UIL FPL si dicono dunque "fieri di aver gestito sempre al meglio l'emergenza con ottimi risultati, anche grazie ai rapporti incorsi con l'Asp di Catania, ma temono per il futuro. Da qui la decisione di creare il "tavolo tecnico permanente".

Proprio in questo senso, Agliozzo, Passarello e Coco, sottolineano la loro amarezza "per le notizie inesatte che sono state diramate in questi giorni da un sindacato autonomo non firmatario di contratto e dunque non ammesso al tavolo delle trattative, che ha scelto di scioperare proprio quando i primi accordi con l'Oda davano i primi frutti. Per questo puntiamo alla concretezza, alla serenità e alla trasparenza dei rapporti con il consiglio di amministrazione e i vertici Oda, pur senza dimenticare il nostro ruolo di garanti dei lavoratori".

Infine, per le tre sigle sindacali, l'Oda possiede ancora molte risorse spendibili. Come ad esempio la possibilità di vendere i propri immobili e ricavare preziose liquidità che gioverebbero al rapporto con le banche, e non solo. "La Regione potrebbe aiutare anche in questa direzione, visto che già da qualche anno sembrerebbe possibile destinare la sede del Villaggio Madonna degli Ulivi, a sede della Protezione civile.


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