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La storia

Paternò, ormai è certo:
chiude il punto nascite

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biancavilla, bronte, paternò, riforma sanità, Politica
PATERNO'. E’ solo questione di mesi. Anzi, molto probabilmente, solo di settimane: dopodiché dalla carta d’identità delle nuove generazioni non comparirà più il fatidico “Nato a Paternò”. La telefonata di Crocetta a Firrarello con la quale si scioglieva la riserva a proposito del mantenimento del punto nascita del “Castiglione-Prestianni” di Bronte, ha avuto un naturale “effetto farfalla” le cui conseguenze si sono registrate a pochi chilometri di distanza. Per l’appunto, a Paternò. Salvare Bronte significa,infatti, chiudere senza appello il reparto nascite del nosocomio paternese del “Santissimo Salvatore”. La storia è tutta qua. Dalla Riforma Russo all’ottimizzazione dell’attuale giunta regionale si è, alla fine, giunti al dunque.

Il completamento del nuovo plesso dell’ospedale di Biancavilla previsto per la fine di questo mese, sancirà la chiusura di Paternò dove le prossime mamme potranno scegliere se partorire proprio a Biancavilla o in alternativa (come luogo più vicino) al nuovo Garibaldi di Nesima, a Catania. Per il “Santissimo Salvatore” semmai è stato scongiurato il rischio di un forte ridimensionamento o, peggio, chiusura: certo, però, che sapere di riuscire a garantire ben oltre 400 parti all’anno e ciò nondimeno dover chiudere lo stesso, è una bella mazzata. Inutile farne una questione di campanile ma è impossibile che a Paternò la prendano bene. Tuttavia, il dado ormai è tratto.


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