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PROCESSO PARCHEGGI

Un calvario lungo otto anni
D'Urso: “Inchiesta turbata da faide”


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d'urso, scapagnini, silvio berlusconi, ufficio speciale
Il momento della posa della prima pietra di un parcheggio scambiatore

Il momento della posa della prima pietra di un parcheggio scambiatore



CATANIA – Un calvario giudiziario durato otto anni per gli imputati. Il processo Parcheggi, senza il Pm Francesco Puleio che lo aveva concepito insieme a Giuseppe Gennaro, in aula non funziona.

La requisitoria di ieri ha visto il Pg Domenico Platania deporre le armi: “Chiedo la conferma -ha detto Platania- della sentenza di assoluzione di primo grado”. I privati non avrebbero goduto di alcun vantaggio economico con la trasformazione di parte del parcheggio concepito con finalità di Protezione civile, in centro commerciale.

Lo ha ribadito l'accusa, lo hanno ribadito due consulenze disposte dall'organo giudicante negli ultimi anni, mettendo in crisi il teorema che con la prima perizia aveva ipotizzato la “spartizione” a tavolino degli appalti e il vantaggio ingiusto per determinati imprenditori. Il 2007, anno del sequestro del parcheggio Europa, è ormai lontano.

Di quel “Sistema Catania” benedetto dall'Ufficio speciale emergenza traffico, restano soltanto una miriade di articoli giornalistici finiti in archivio e adesso Tuccio D'Urso, direttore dell'Ufficio Speciale guidato dal commissario Umberto Scapagnini, vuole conto e ragione della propria posizione.

Al termine della requisitoria, il pg ha chiesto la conferma della sentenza di assoluzione di primo grado. Come commenta questa scelta?
Devo dire che la linea espressa dal Procuratore generale aggiunto è perfettamente coerente con la sentenza di primo grado così come quello che i periti in primo e secondo grado hanno attestato. Tutto riprende quanto io avevo detto già il 4 settembre del 2007 all’indomani del sequestro dei parcheggi in cui spiegai le miei posizioni da direttore generale del comune e da direttore speciale, fatti che adesso sono stati perfettamente confermati. Senza il turbamento di “faide politiche” entrate prepotentemente anche all’interno del Palazzo di giustizia, che hanno turbato la serenità di un pezzo della magistratura catanese.

Un processo comprensivo di indagini durato circa 9 anni, possiamo definirlo un calvario ?
Sono indagato dal 2005, tutto mi sarei aspettato dopo il lavoro fatto per il Comune di Catania tranne che di subire 8 anni tra indagini e processi, che spero siano assolutamente fondati sul nulla. Oggi è stata processata la capacità politica e amministrativa così come la totale onestà dei comportamenti.

Per lei ci fu anche un sequestro temporaneo dei conti correnti…
Ci tengo a ribadire come non un centesimo al di fuori di quelli legittimamente guadagnati sia stato trovato nei conti di chi sia rientrato in questi anni di processi. Non c’è stata una sola amministrazione di quel decennio i cui conti degli amministratori non siano stati messi ai raggi X, e non è stato trovato assolutamente nulla di illecito.

Umberto Scapagnini imputato in questo processo è in fin di vita, siete stati accomunati in questo lungo percorso giudiziario. Che giudizio si sente di dare ?
Tutto quello che si può dire su Umberto Scapagnini è sintetizzabile in una sola parola, non c’è mai stato un onorevole Lusi che è stato al fianco del professore, non voglio aggiungere altro. Io spero che su questa questione ed in particolare sugli aspetti del cosiddetto buco di bilancio, finiti i clamori del processo sui parcheggi si aprirà finalmente una serie riflessione per cercare di capire con ragionevolezza chi lo ha provocato poiché io ritengo che non sia imputabile solo a palazzo degli Elefanti ma anche a qualche altro importante palazzo della città di Catania.

 


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