Live Sicilia

La storia

Etna, il pasticcio della nomina
Il Parco attende il decreto


Articolo letto 2.412 volte
VOTA
3.7/5
3 voti

calaciura, crocetta, etna, mazzaglia, parco dell'etna, unesco, Politica
CATANIA. Il Parco dell’Etna può attendere. O, almeno, così sembra. Le vicende che accompagnano da mesi l’attività dell’ente che tutela e promuove uno dei territori più preziosi dell’isola, hanno acquisito un sapore grottesco. Quasi “politicamente vintage”, nella peggiore delle eccezioni. Di certo c’è che il Parco dell’Etna resta senza un comandante. La questione parte da lontano. Quando, lo scorso anno, sul tramonto della legislatura Lombardo e dopo la burrasca del decreto blocca-nomine, Giuseppe Calaciura (ex direttore dell’Asp 3 Catania) viene nominato commissario del Parco. Poche settimane dopo l’insediamento del presidente Crocetta arriva, però, la nomina a presidente dell’assessore di Nicolosi, Marisa Mazzaglia. Fine della storia? Macchè. In commissione affari istituzionali all’Ars irrompe, infatti, la richiesta da parte dell’autonomista Vincenzo Figuccia di sospendere la nomina della Mazzaglia poiché “di chiara matrice politica: va accompagnata da documentazione curricula”. Ne scoppia un bailamme. Morale? Calaciura è rimasto al suo posto continuando, suo malgrado o meno, a tenere in mano le redini del Parco dell’Etna in veste di Commissario; la nomina a Presidente di Marisa Mazzaglia è stata, invece, firmata da Crocetta circa tre settimane fa. Ma il decreto che deve accompagnare la firma non sarebbe ancora stato trasmesso tant’è che sarà lo stesso Calaciura questa mattina a dare il via al tradizionale scambio di auguri pasquali con i dipendenti dell’ente.

“Ormai è solo questione di ore ed il decreto verrà trasmesso”, ci dice una fonte vicinissima al governo isolano. Sarà. Ma certamente una vicenda del genere non aiuta. Non aiuta nella prospettiva di una partita fondamentale che si gioca sulla “pelle” dell’Etna: quella legata alla candidatura per l’inserimento del vulcano nella World Heritage List, vale a dire nella lista che racchiude tutti i siti riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ma in questa fase di vacatio istituzionale il Parco si ritrova a dover fare i conti con una deficitaria questione legata almeno a due urgenze: quella delle discariche che aggrediscono a tappeto il territorio e quella della mancata adozione dei piani attuativi in relazione alla Zona C.

Vicende complicatissime delle quali dovrà occuparsi sin da subito il nuovo presidente. Per la cronaca, il Comitato del Patrimonio Mondiale si riunirà dal 16 al 27 giugno a Phnom Penh, capitale della Cambogia, per la decisione finale. Ed allora, no: il Parco dell’Etna non può proprio attendere.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php