Live Sicilia

L'intervista

Ad “Insieme”
Simone Cristicchi


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Catania, Insieme, musica, simone cristicchi, Zapping
CATANIA - Ieri sera, il talk show condotto da Salvo La Rosa, con la regia di Natale Zennaro, ha ospitato Simone Cristicchi, il cantautore italiano che dopo un’intensa attività live ha raggiunto il –primo- successo con Vorrei cantare come Biagio Antonacci. E da lì non si è più fermato. Livesiciliacatania lo ha intervistato nel backstage del teatro ABC di Catania, sede del programma in onda su Antenna Sicilia.

Musicista, attore, scrittore. Ma quante passioni hai?

“Per la miseria! Ho iniziato come fumettista ma credo che nelle canzoni ho trovato un modo per raccontare le storie, la musica mi ha portato poi ad esplorare nuove strade e da tre anni e mezzo mi occupo soprattutto di teatro. Quante passioni? Sicuramente quella per il racconto, in generale, ed infatti “Album di famiglia è un disco di racconti, una sorta di album di fotografie della famiglia, delle persone care. Questo disco è un pò il manifesto di come sono ora”.

Hai la fama di comunicatore, dall’Università La Sapienza di Roma a quella di Catania e mille altre tappe, ma cosa racconti ai ragazzi?

“Cerco di infondere loro quello che è, secondo me, un dono che va coltivato con amore, cioè la curiosità. Già perché bisogna essere curiosi per conoscere l’altro da te, il diverso. Ed io ho scoperto questo grande patrimonio che è la memoria dei nonni, ai quali ho dedicato un libro, Mio nonno è morto in guerra che parla della seconda guerra mondiale. E quando discuto con loro dico che la memoria può essere utilizzata come uno strumento per ricordare anche ciò che è accaduto prima che nascessimo. Penso sempre che se mio nonno non fosse ritornato dalla seconda guerra mondiale a piedi dalla Russia io non sarei nato. Quindi l’impresa eroica di mio nonno è stata vitale per me! Gli eroi di oggi sono persone semplici che tirano a campare nonostante la società remi contro la dignità dell’essere umano. Io cerco di far capire questo nonostante io mi senta un debuttante”.

Anche quest’anno hai partecipato al Sanremo, il Festival della musica nazionale della canzone, con due dei brani che fanno parte di <Album di famiglia>. Qual è il fil rouge?

“Il filo rosso è rappresentato dal fatto, che prima di tutto, è stato registrato, composto, arrangiato, creato dalla prima all’ultima famiglia, dentro casa con mia moglie e i miei figli e non per questioni economiche, anzi. Il desiderio era di imprimere l’atmosfera della casa. Registri un disco ma anche un ambiente, con tutti i rumori di una casa, i piatti, i bambini che corrono, il campanello che suona. Si sente l’atmosfera di serenità di relax. Comporre dentro casa ha anche i suoi pregi; non hai limiti d’orario, per esempio. Nell’album ci sono le storie che si riferiscono alla grande famiglia dell’umanità. Alle persone che sono state travolte dagli uragani della vita: dal successo, all’immigrazione”.

Nel 2010 cantavi “Meno male che c’è Carla Bruni”, neo moglie dell’ex premier Sarkozy. Tre ani dopo la incontri a Sanremo. Che impressione ti ha fatto?

“Me l’hanno presentata un minuto prima che entrassi a cantare, che brutto scherzo! Pensavo che ce l’avesse un pochino con me ed invece si è dimostrata carina e gentile. Finalmente ti conosco, mi ha detto! Quando scrissi il brano utilizzai il suo nome come un pretesto, in realtà la canzone denunciava un vizio antico della comunicazione italiana, del mondo dei mass media che tendono a coprire una realtà forse più complicata ed amara da digerire”.

Un’ultima domanda. Mi faccio portavoce di un gruppo di tue fan che ti rivolgono un quesito: Quando pensi di tagliare i capelli?

“Lo sai che c’avevo pensato? In realtà sono croce e delizia. Fanno parte di un personaggio che la gente identifica in Simone Cristicchi e probabilmente se li tagliassi nessuno mi riconoscerebbe! Mica male visto che faccio la spesa, vado alle poste e accompagno mio figlio a scuola. Magari prima … o mi cadranno o deciderò di tagliarli per interpretare un personaggio!”


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