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Palazzo dei Minoriti

Provincia, Debito Ifi
“Inviare gli atti in Procura”


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Catania, consiglio provinciale, debito ifi, Politica
CATANIA - Ultimi scampoli di consiglio provinciale. Dopo l'approvazione del ddl regionale, fortemente voluto dal presidente della Regione Rosario Crocetta e dal gruppo all' Ars del M5S, che ha sancito l'abrogazione delle Provincie regionali, si respira un'aria inquieta a Palazzo dei Minoriti. Il presidente Giovanni Leonardi in apertura dei lavori ha riferito all'aula che tra breve convocherà il commissario straordinario, Antonina Liotta, e la conferenza dei capigruppo, per capire quali scenari che si potranno aprire sul territorio etneo. Il nodo da sciogliere è in particolare quello delle partecipate, partendo proprio della Pubbliservizi. Lo stesso Leonardi ha rivelato all'aula come siano stati gli stessi lavoratori dell'azienda a contattarlo per apprendere sul loro futuro occupazionale.

Ma a tenere banco è stato ieri il dibattito sui tre ordini del giorno presentati dai consiglieri provinciali in merito alle polemiche esplose a seguito del pronunciamento della Corte dei conti sullo sforamento del patto di stabilità 2010 e sulla gestione del debito Ifi. A fine seduta i documenti al voto sono stati due: uno espressione della quasi totalità dei consiglieri presenti, il secondo frutto delle richieste del gruppo di Rivoluzione Civile. Nel primo, che ha ricevuto il placet dell'aula, si legge: “Considerato che si debbano avere gli elementi per potere con serenità individuare l'eventuale responsabilità, si impegna il Commissario straordinario a trasmettere tutti gli atti relativi al debito Ifi alla procura della Repubblica per accertare eventuali e responsabilità amministrative e politiche e procedere al diritto di rivalsa ed eventualmente costituirsi parte civile in eventuali procedimenti penali e civili”.

Nel Odg votato si impegna inoltre il Commissario ad impugnare, nelle sedi giurisdizionali competenti, il provvedimento di sforamento del patto alla luce della sentenza n.178 del 2012 della Corte Costituzionale. A spiegare l'opportunità di questa iniziativa è Santo Primavera dell'Udc: “Visti i precedenti giurisprudenziali su casi analoghi – ha riferito a LiveSiciliaCatania- bisogna far valere le ragioni politiche del territorio in presenza di un danno certo per la collettività di 3.250.000 euro”.

Non si raggiunge il numero legale, invece, sull'odg presentato da Rivoluzione Civile. Un documento per molti aspetti fotocopia rispetto a quello deliberato dall'aula. Fatto salvo un punto, quello in cui si richiede “una ispezione ministeriale sulla gestione amministrativa e contabile dell'Ente”. A margine della seduta Giuseppe Branciforte (Rc) si è detto amareggiato per l'atteggiamento dei colleghi d'aula: “Quanto è accaduto è vergognoso. La caduta del numero legale ci fa riflettere assai. Noi – ha spiegato- volevamo la verità sulle vicende che riguardano il nostro Ente, perché nei fatti è la verità a rendere liberi”. Va giù duro anche il capogruppo Antonio Tomarchio che ha parlato apertamente di “atteggiamento politico omertoso”.

 


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