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Etna patrimonio Unesco
A giugno la decisione


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Catania, etna, unesco, Cronaca

il convegno sull'Etna, patrimonio Unesco



CATANIA –  “L'Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”. In quel lontano 1817, ad ammaliare Goethe ispirandolo nella composizione di “Italienische Reise” durante l’intenso viaggio tra le perle siciliane, certamente anche l’Etna. Per il vulcano definito dagli arabi “Mons Gebel” e dai catanesi semplicemente “Idda” sono tempi di attesa. Il Parco dell’Etna ha, difatti, lanciato la candidatura per l’inserimento dell’Etna nella World Heritage List, vale a dire nella lista che racchiude tutti i siti riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Un progetto ambizioso sostenuto, nel caso del vulcano siciliano, dal Ministero dell'Ambiente, dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura e da numerosi stakeholders. Tra questi anche i Lions, Distretto 108Yb Sicilia. Ad illustrare il percorso di candidatura in occasione del Convegno “Etna sito naturale del patrimonio dell’umanità” è stata Agata Puglisi, dirigente dell’Unità Operativa Gestione del Territorio e coordinatrice staff della candidatura. “All’inizio del 2012 – spiega Agata Puglisi – abbiamo presentato la documentazione necessaria per la valutazione tecnica del progetto. In realtà la candidatura era stata già inserita nel 2011 nella tentative list, un elenco di aree proposte dai 190 Stati aderenti alla convenzione del patrimonio mondiale ritenuti siti potenzialmente inseribili nella World Heritage List per il loro valore universale. Qualcuno ha pensato erroneamente che dietro la nostra candidatura potesse celarsi un’operazione mediatica, ci tengo a sottolineare che stiamo percorrendo i vari step con risorse pressoché inesistenti, ma spinti da un forte spirito motivazionale. Tale riconoscimento rappresenterebbe, infatti, un’opportunità unica anche per le aree protette siciliane che, in un momento di scarsità di risorse, vengono considerati non tanto come beni fondamentali dell’umanità ma come beni accessori”.

Tre difatti i vantaggi legati all’inserimento di un’area nella lista mondiale: maggiore visibilità, accesso ai finanziamenti nazionali comunitari, internazionali e a fondi privati; implementazione delle politiche territoriali in termini di turismo, ricerca e conservazione mediante lo scambio di best practice e l’importazione di casi di successo. “I criteri sul vaglio – spiega Salvo Caffo, vulcanologo e dirigente dell'Ente Parco dell'Etna – delle valutazioni sono soprattutto tre. Il settimo, vale a dire l’importanza dell’Etna dal punto di vista paesaggistico in quanto oltre ad essere il vulcano più alto d’Europa si erge sul bacino del Mediterraneo. L’ottavo fa riferimento alla sua eccezionalità dal punto di vista vulcanologico e geologico; il novo alla naturalità dell’area e alla sua importanza per quanto riguarda le specie animali e vegetali presenti”. Al convegno hanno preso parte anche Francesco Alaimo, presidente del WWF Sicilia, il sindaco Stancanelli e Stefano Branca dell’Osservatorio Etneo INGV di Catania. Dopo la valutazione tecnica svolta dal geografo tedesco Bastian Bertzky lo scorso ottobre, il Comitato del Patrimonio Mondiale si riunirà dal 16 al 27 giugno a Phnom Penh, capitale della Cambogia, per la decisione finale.

 


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