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l'interrogazione

Deroga alla pensione, D’Agata:
“Contraddice il Piano rientro”


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Catania, comune, partito democratico, piano di rientro, raffaele stancanelli, Saro D'Agata, Politica
CATANIA – Un provvedimento sindacale iniquo e che potrebbe influire negativamente sul Piano di risanamento, in questo momento all’esame del ministero. È questa la denuncia del capogruppo del Partito Democratico a Palazzo degli Elefanti, Saro D’Agata che, dopo essere intervenuto in aula consiliare, ha inviato una interrogazione con richiesta di sollecita risposta scritta, proprio in relazione al recente provvedimento del sindaco con il quale, solo per i dirigenti che abbiano compiuto l’anzianità massima, viene consentita la deroga alla risoluzione del rapporto di lavoro”.

“Un provvedimento che, da solo, evidenzia come al Comune vi sia penuria di dipendenti – spiega D’Agata - nonostante la fresca nomina di oltre 100 posizioni organizzative. Inoltre – continua il capogruppo – questo provvedimento risulta in aperto contrasto con quanto avvenuto fino a ora con gli altri dirigenti, che trovandosi nelle stesse condizioni sono stati collocati a riposo d’ufficio”. Non solo. Secondo D’Agata, quanto stabilito dal sindaco potrebbe avere influenze negative sui conti del Comune, almeno stando al Piano di rientro presentato a Roma, che dovrebbe consentire a Catania di accedere al famoso decreto “Salva Enti”.

“Il provvedimento contraddice in maniera netta quanto previsto e deliberato con il Piano di Risanamento – prosegue - che prevede espressamente la collocazione a riposo, non appena raggiunti i limiti pensionistici, di tutto il personale”. Nell’interrogazione D’agata fa, infine, riferimento al fatto che nessun disservizio può derivare all’utenza dal fatto che i dirigenti siano ormai in numero ridotto: “Gli obblighi istituzionali dell’Ente – prosegue - possono essere assolti sia con l’accorpamento delle direzioni come anche con l’utilizzo delle alte professionalità e delle posizioni organizzative, che in numero elevato (circa 100), sono state istituite”.

Per questo, il consigliere chiede al sindaco la revoca in autotutela del provvedimento, di cui ha informato anche la Corte dei Conti e il Ministero degli Interni “Per verificare la congruità del provvedimento sindacale con quanto stabilito con il Piano di risanamento” – conclude. Problema che, stando a quanto affermato dall’assessore al Bilancio del Comune, Roberto Bonaccorsi, proprio in risposta a Saro D’Agata, non sussisterebbe. “Per quanto riguarda la congruità con il Piano di rientro – afferma Bonaccorsi – c’è da premettere che si tratta di un’appendice del bilancio, che equivale ad appena il 7%. Credo comunque che un piano di 548 milioni di euro abbia la capacità di subire piccole variazioni”.

 


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