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Il viaggio a Brescia

Staminali, rinvio per Smeraldina
Vannoni: “Ritardi non positivi”


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CATANIA – Ad un passo dall’obiettivo. A poche ore da quel volo aereo che avrebbe ridato loro fiducia. Quattro mesi possono passare in fretta o durare un’infinità per un genitore che vive di speranze. Il viaggio di Smeraldina, previsto per domani, deve ancora attendere. La piccola potrà raggiungere Brescia solo lunedì 25. “Solo ieri sera – spiega a Live Sicilia Catania Giuseppe Camiolo, padre della piccola in trattamento con il metodo Stamina del professore Vannoni agli Spedali Civili - abbiamo saputo dal personale del reparto di Rianimazione del Garibaldi Nesima di una comunicazione giunta da Brescia con il rinvio dell’infusione prevista per domani. A Catania avevano già predisposto la partenza modificando i turni dei medici coinvolti, stabilendo il rianimatore e l'infermiere che avrebbe dovuto viaggiare con Smeralda, oltre all’acquisto dei biglietti aerei per il rientro. Il problema – continua il padre - non sono i 3 giorni di attesa, ma il modo davvero poco corretto e professionale di gestire la vita altrui. Cosa ben più grave, l’esistenza di una piccola creatura alla quale il blocco dell'Aifa ad aprile e mesi di ritardo nella terapia stanno compromettendo le speranze di migliorare. Smeralda potrebbe stancarsi di combattere da un momento all’altro, ma ad un padre si chiede ancora di pazientare. Di perdonare questa follia collettiva. Di veder maltrattata la dignità di sua figlia e di tutti i bambini”.

E per il momento, i motivi della posticipazione sembrerebbero dovuti a problemi di natura organizzativa tra la Stamina e l’ospedale di Brescia convenzionato. “Avevamo predisposto – afferma Davide Vannoni, presidente della Stamina - l’infusione per giovedì, ma gli Spedali Civili hanno deciso che per quel giorno non è possibile in quanto la bambina dovrà, all’arrivo, sottoporsi prima alla stabilizzazione. Procedimento alquanto inconsueto dato che, le altre volte, abbiamo effettuato l’iniezione il medesimo giorno. Venire incontro alle nuove linee perseguite dagli Spedali Civili non è per noi semplice adesso a causa degli impegni personali di elevata entità presi da tempo da una nostra biologa con l’impossibilità, quindi, di realizzare il preparato per il giorno dopo l’arrivo della piccola. L’ideale – continua Vannoni - sarebbe che la bambina avesse a disposizione due giorni per stabilizzarsi, si sottoponesse al trattamento e raggiungesse Catania dopo una degenza di un paio di giorni. Ma il timore dell’ospedale di Brescia mi sembra quello di dover occupare un posto letto per troppi giorni. Io non credo che Smeralda sia un pacco postale da spedire indietro dopo le staminali. E se dovesse essere confermata per il 25 marzo la data del trattamento con il successivo rientro a Catania il giorno dopo, la repentinità del viaggio potrebbe comportare rischi non indifferenti alle condizioni di salute della piccola. La terapia va effettuata in maniera cadenzata, nel caso di Smeralda in media ogni 90 giorni, i ritardi non generano certamente effetti positivi”.

"Stiamo gestendo il ricovero di Smeraldina - affermano dall'ufficio stampa degli Spedali Civili di Brescia a LivesiciliaCatania - in relazione alle criticità del caso ed esclusivamente nell'interesse della piccola".




 

 

 


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