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Santa Maria di Licodia

Emergenza rifiuti e discariche
Furnari: "Uscire dall'Ato"


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CATANIA – In dissesto finanziario votato all’unanimità dai consiglieri comunali, il Comune di Santa Maria di Licodia deve fare i conti con l’emergenza rifiuti. La gestione dell’immondizia in mano all’Ato e i rifiuti che si accumulano nelle strade stanno rappresentando, infatti, un vero problema per l’amministrazione. La presenza diffusa delle discariche abusive nei quartieri periferici del paese ha suscitato forte indignazione tra i residenti. Le aree più colpite sono Contrada Buglio, contrada Mancusi e la zona a nord dell’abitato. C’è chi punta il dito contro l’amministrazione comunale, la quale viene imputata di avere delle responsabilità di un problema già vecchio, ma il quale presenta serie minacce per la salute della popolazione locale. La maggioranza consiliare rappresentata da Furnari, Contarino e Anile ha presentato il 5 marzo un’interrogazione urgente sulle Aree di Raccolta Ottimale. La società di gestione dei rifiuti è in liquidazione, l’alternativa all’Ato può essere individuata nelle ARO, una forma di gestione che coinvolge i comuni. Mentre per contrastare il fenomeno delle discariche i consiglieri di maggioranza Furnari, Anile, Contarino e Gurgone hanno protocollato una mozione giorno 11 marzo con oggetto la creazione di una task force che miri al contrasto delle discariche abusive.

I consiglieri di maggioranza in merito alla gestione dei rifiuti chiedono tramite un’interrogazione urgente, al sindaco e all’assessore dei servizi ambientali, l’affidamento della spazzamento, della raccolta, del trasporto agli ARO. Nelle aree di raccolta ottimale i consiglieri individuano una risoluzione ai problemi che da tempo attanagliano il territorio di Licodia, “la frequente interruzione del servizio comunale – si legge - dovuta in parte alla segmentazione delle responsabilità che sarebbe superata da un sistema che affidi al Comune tutte le funzione relative alla gestione dei rifiuti da quelle amministrativo tributarie e a quelle operative di spazzamento, della raccolta, del trasporto”. L’interrogazione protocollata il 5 marzo non ha ancora ricevuto risposta dagli interpellati. La scadenza dei dieci giorni è passata inosservata, ma non agli occhi del capogruppo della Maggioranza consiliare Francesco Furnari, che afferma: “aspettiamo risposte dal Sindaco e dall’Assessore. Entro il 31 marzo i Comuni devono adempiere alla documentazione e decidere se fuoriuscire dall’Ato oppure entrare nell’Aro, il quale è un’alternativa seria alla gestione dei rifiuti degli Ato – prosegue - Noi chiediamo di fuoriuscire da questa società, Licodia fa parte dell’Ato Simeto 3, e di affidarci alle aree di raccolta ottimale nella quale i comuni hanno la possibilità in forma singola o associata di provvedere all’affidamento del servizio comunale dei rifiuti. Non c’è molto tempo per decidere, siamo dentro una società ormai in liquidazione. È necessario risolvere i problemi della gestione dei rifiuti puntando in particolar modo sulla riscossione della TIA”.

I tre consiglieri insieme al consigliere Gurgone, attuale presidente del Consiglio comunale, hanno presentato una mozione con oggetto la creazione di task force per il contrasto delle discariche abusive, che sarà discussa ed eventualmente approvata nel prossimo incontro del Consiglio Comunale stabilito per il 28 marzo. I consiglieri proponenti chiedono di creare una task force per il contrasto delle discariche abusive, quest’ultime sono ormai presenti nelle aree periferiche del paese. Le zone più colpite sono contrada Buglio l’area circostante il sito storico-artistico della Fontana del Cherubino e delle sorgive, contrada Bordonara e contrada Mancusi, oltre tutto il territorio a nord di Licodia le zone Vigne. I consiglieri propongono di formare una task force con l’aiuto del corpo formato da personale di polizia municipale e tecnico amministrativo coordinato dai rispettivi uffici con la supervisione dell’assessorato al ramo e con il compito di monitorare su base settimanale lo stato delle discariche abusive. Un’attività che non comporta nessun onere nelle spese del Comune.

 


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