Live Sicilia

IL GIALLO

Giovane annegato, il padre:
"Ci dicano cosa è successo"


Articolo letto 8.104 volte
VOTA
3.8/5
9 voti

giovane annegato, giovanni indelicato, vaccarizzo, Cronaca

Giovanni Indelicato



CATANIA - Tanti i punti interrogativi dietro la morte di Giovanni Indelicato, il 26 enne morto annegato il 13 marzo scorso durante un'uscita in mare con il pedalò a largo di Vaccarizzo. La procura ha aperto un'inchiesta per verificare se si sia trattato o meno di un incidente. I familiari, che hanno dato l'estremo saluto a Giovanni lo scorso sabato nella chiesetta di Piazza San Cristoforo, ora sono alla ricerca della verità. Giovanni era un'elettricista ma la sera e i weekend aiutava papà Silvano Aldo nella piccola pizzeria di famiglia in centro.

Saracinesca abbassata, arredamento semplice e su un tavolino la foto del figlio scomparso: Giovanni inforna sorridente una pizza. Forse è cosi che la famiglia Indelicato lo vuole ricordare. "Chi era Giovanni?" Papà Silvano è restio a parlare con i giornalisti. "C'è un'indagine della magistratura e il mio avvocato mi ha consigliato di non rilasciare dichiarazioni alla stampa". “Perché Giovanni si trovava su un pedalò a pescare al largo di Vaccarizzo?”. “Non lo so - è la risposta di Indelicato - Questo lo sa lui e l’altre due persone che erano con lui”. “Chi erano queste due persone?” "Le ripeto - evidenzia - c'è un'inchiesta della procura". Per farsi coraggio cerca lo sguardo della moglie che, capendo, lo abbraccia. In pochi minuti nella piccola pizzeria entrano altri parenti e amici a manifestare il loro cordoglio. “Giovanni era un grande lavoratore - inizia a raccontare Silvano Aldo Indelicato - amava la sua fidanzata e ha lasciato un bimbo di cinque mesi, il piccolo Samuel. A suo figlio è toccato lo stesso destino della madre Melania che aveva perso il padre quando era ancora bambina in circostanze poco chiare. Melania e Giovanni si sarebbero sposati a settembre e avrebbero battezzato Samuel a maggio”. Quale era la passione di Giovanni? “Sicuramente - risponde - la pesca. La pesca con la canna”. Una passione, che forse, lo ha portato alla morte. Il 13 marzo 2013, però, Giovanni non indossava abbigliamento da pesca, ma era vestito da lavoro. Silvano percorre gli ultimi istanti di vita del figlio. "Quella sera è passato alle 18.30 - racconta - ha salutato sua mamma dicendo Ciao mamma, io vado a pescare.” “Noi non sapevamo - interviene la moglie - che Giovanni andava a pescare su un pedalò. Noi sapevamo solo che amava pescare”.

Silvano Indelicato ricorda: “Una volta che volevamo andare a pescare con una barca ad Aci Trezza, io, mio figlio e altri amici, Giovanni si è rifiutato. Potete andare voi, mi ha detto, io anche se ci sono i salvagente, sulla barca non ci salgo, perché ho paura”. Giovanni non sapeva nuotare.

Vuole e pretende giustizia la famiglia Indelicato. Quel maledetto giorno erano in tre su quel pedalò. “Ma queste persone non lo hanno aiutato?” “Non lo so - mormora Silvano - uno di loro vive a Vaccarizzo e si presume che faccia il bagnino. E allora come ha fatto salire Giovanni sul pedalò senza che sapesse nuotare, senza salvagente, senza niente… non lo so cosa è successo, una onda, una corrente, non lo so se questo pedalò aveva qualche pezzo rotto, lo stabiliranno gli inquirenti. Noi vogliamo - conclude - solo la verità"

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php