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Il caso

Revisori, Cittadino "esiliato"
"Mi vogliono tenere lontano"


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CATANIA – E’ stato reintegrato dal Tribunale di Catania lo scorso 31 Gennaio, ma da allora è “esiliato”. È davvero uno strano caso, quello capitato a Carlo Cittadino, Revisore dei conti del Comune di Catania non confermato nel corso della votazione del 26 novembre scorso per aver raccolto meno preferenze del collega Massimiliano Lo Certo, ma reintegrato dopo aver presentato ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo etneo, infatti, si è pronunciato sulla delibera approvata dal Consiglio comunale, sospendendone l’efficacia e obbligando l’Ente a reintegrare il revisore. Eppure, nonostante questa sentenza sia datata 31 gennaio, Cittadino è ancora fuori dal Palazzo degli Elefanti. Leggi l'ordanza

“Da allora sono in “esilio forzato” – afferma a LivesiciliaCatania – e questo nonostante il pronunciamento sia stato notificato immediatamente. In merito – aggiunge – ho sentito un mare di inesattezze: chi pensa si debba riunire il Consiglio comunale, chi afferma che dovrei andare dal segretario generale per insediarmi ufficialmente e chi, addirittura, pensa che il reintegro debba avvenire quando inizierà il processo”. Cittadino ha più volte chiesto lumi al Segretario generale del Comune, Gaspare Nicotri che, proprio di fronte all’assise cittadina, ha affermato di aver ricevuto la notifica solo il 18 febbraio e di aver girato tutto all’avvocatura comunale, per un eventuale rircorso al CGA, puntualmente presentato sia da Lo Certo che dal Comune di Catania.

La conferma arriva direttamente dall'avvocato capo a Palazzo degli Elefanti, Giovanna Muscaglione, che afferma di avere presentato, insieme a Massimiliano Lo Certo, appello per "difendere la legittimità degli atti dell'amministrazione. E' naturale - evindenzia la Muscaglione - che l'avvocatura difenda quanto fatto dal Comune". Il Cga dovrebbe pronunciarsi entro la fine del mase: solo allora, e in caso di conferma di quanto già stabilito dal Tar, Cittadino potrà essere reintegrato.

“Morale della favola – continua Cittadino – dopo 45 giorni dalla sentenza non sono stato ancora reintegrato né ho avuto la possibilità di esercitare il mio diritto e dovere”. Il Collegio dei revisori, dunque, da quasi tre mesi starebbe lavorando senza uno dei tre componenti l’organo collegiale, per cui si potrebbero profilare problemi di legittimità degli atti firmati fino a oggi, dal momento che la sentenza del Tar è esecutiva. “Evidentemente sono un personaggio scomodo, da tenere lontano dal Palazzo – incalza – almeno fino a quando non ci sarà il sì al tanto sospirato Piano di riequilibrio. Se il Signore vuole – aggiunge – mi insedierò il 4 luglio, data simbolica”. Cittadino ha anche presentato alla Regione siciliana un’istanza per l’applicazione uniforme della legge per la selezione dei Revisori, che dovrebbe uniformare la Sicilia al resto d’Italia, dove l’organo è scelto tramite sorteggio. “Così – conclude – finalmente finiranno le nomine feudali”.

 

 


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