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L'INTERVISTA

Parlare a gesti, siciliani al top
All'estero "La voce del corpo"


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Catania, la voce del corpo, londra, luca vullo, Cronaca

Luca Vullo



LONDRA - Una differenza tra un catanese e un palermitano? Il discorso di un catanese dura la metà. E' questa una delle curiosità del documentario "La voce del corpo" (www.lavocedelcorpo.com ) di Luca Vullo, che sta conquistando le platee di mezza Europa. Un'oretta di frizzante viaggio tra i gesti dei siciliani, in location etnee come piazza Duomo e la Pescheria, insieme ad Evelyn Famà, Vincenzo Volo e Rosario Petix, ed un folto gruppo di attori catanesi: da Lucia Sardo a Tuccio Musumeci a Enrico Guarneri, fino ai contributi di Pippo Baudo, Salvo La Rosa, Marina Puglisi, I Percussonici. Sul sito, tradotto anche in inglese, anche una divertente pagina dedicata al glossario dei gesti siciliani.

Il regista nisseno vive adesso in Inghilterra dove il documentario è richiestissimo e si moltiplicano le richieste di proiezione, non solo tra le comunità di siciliani all'estero ma anche da parte degli appassionati di cinema e di comunicazione. Dopo gli applausi all'Istituto Italiano di Cultura a Londra e all'Università di Barcellona, la prossima proiezione sarà a maggio all'Istituto Italiano di Cultura di Copenhagen. "Con i miei film sto esportando all'estero il lato bello della nostra cultura e identità. Quando vedono il film - spiega il regista a LiveSicilia - i siciliani ridono molto perchè sanno che è tutto vero. Noi abbiamo una carta in più, i nostri gesti hanno una densità di significato anche a causa del mix di culture che abbiamo avuto in passato. Gli stranieri invece - sottolinea - lo trovano interessante, riconoscono un italiano anche da lontano proprio grazie al nostro uso dei gesti sui quali abbiamo con gli africani e, in particolare, con i brasiliani. In questo periodo sto studiando anche gli inglesi, ecco perchè sto cercando di entrare negli ambienti amicali di Londra".

Anche "La voce del corpo", come come gli altri suoi fim (tra i quali "Dallo zolfo al carbone", sugli emigrati nelle miniere del Belgio) è sottotitolato in italiano: "Una scelta precisa - continua Luca Vullo - per permettere anche ai sordi di comprendere il video. Loro sono i primi ghettizzati perchè la loro disabilità è quasi invisibile. In città come Londra, invece, c'è attenzione anche per le loro esigenze. Sono molto felice quando i non udenti ENS mi fanno sapere di aver apprezzato questa mia scelta e mi confidano di essere andati al cinema per la prima volta".

Un'attenzione verso i più deboli che Luca ha espresso anche nel documentario "AttraversaMenti - So ridere ancora" dedicato all'Alzheimer, in concorso nella sezione Documentari del David di Donatello: sarà proprio il suo video a fare da fil rouge, il prossimo 23 marzo a Pescara, al convegno nazionale della Federazione delle Associazioni Alzheimer D'Italia. "Racconto questa malattia - aggiunge Luca - attraverso le testimonianze dei medici, dei familiari e dei malati stessi: una di loro, la signora Agata, parla della propria malattia con una scioccante auto-analisi. Ho realizzato il video grazie alla cooperativa nissena Etnos: uno dei responsabili, Fabio Ruvolo, mi ha fatto vivere all'interno della loro struttura per raccontare meglio questa realtà". Tra i lavori di cui sentiremo parlare, anche il cortrometraggio "Un mu scurdavo" che racconta la realtà del carcere minorile.

I riconoscimenti aumentano di giorno in giorno: il più recente è il premio "Miglior Sonoro" al concorso nazionale "Immagini a confronto" per le musiche del maestro Giuseppe Vasapolli nella colonna sonora dello spot per la legalità "Le idee restano" girato con i minori della comunità di Caltanissetta.

 

 

 


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