Live Sicilia

DELITTO SALAMONE

Delitto Salamone, il difensore di Mancuso:
"La prova del dna presenta delle criticità"


Articolo letto 4.521 volte
VOTA
0/5
0 voti

nicola mancuso, omicidio salamone, rosario pennisi, salamone
CATANIA - "Nessuna prova schiacciante, solo indizi e di questi il più importante è quello del Dna, che presenta, però, diverse criticità". Saro Pennisi, difensore di Nicola Mancuso, in carcere per l'omicidio di Valentina Salamone è al lavoro per smantellare la tesi accusatoria della Procura generale. E poi il movente troppo debole per poter reggere in fase di dibattimento. "Stiamo parlando di un uomo che godeva di piena libertà - commenta - come si può pensare che la moglie potesse lasciarlo". Oggi scadevano i termini per depositare l'istanza al Tribunale del Riesame e il legale ha depositato questa mattina la richiesta in cancelleria. E' stato nominato un perito di parte: un ematologo che sta verificando le analisi svolte dai Ris sulle tracce trovate sotto la suola delle scarpe. Pennisi apre un interrogativo: "Siamo sicuri che si tratta di sangue?".

Partiamo da un fatto: avvocato Pennisi, lei è convinto dell'innocenza del suo assistito?

"Io credo nell'innocenza del mio assistito perché ci ho parlato a lungo e poi perché ho studiato in maniera approfondita le carte processuali. Si tratta di materiale probatorio assolutamente indiziario, e sul quale andranno fatte opportune verifiche. Comunque non mi sembrano indizi gravi da poter giustificare un'accusa di un omicidio pluriaggravato e, soprattutto, una custodia cautelare".

C'è la prova del Dna.

"Il Dna è l'indizio principale ma pur sempre un semplice indizio. Non ha natura di prova, è l'indizio per eccellenza. E anche su questo poi ci sono delle criticità che saranno messe in luce da una nostra consulenza che abbiamo affidato al professor Emiliano Giardina che è il responsabile del laboratorio di genetica forense dell'Università Tor Vergata di Roma".

Che idea si è fatta studiando gli atti e le perizie. Come è morta Valentina?

"Io sono convinto soltanto dell'estraneità di Nicola Mancuso a qualunque fatto che abbia portato alla morte della povera Valentina Salamone".

Cosa ha fatto Nicola Mancuso quando ha lasciato quella villetta?

"E' andato a casa. Prima è andato in giro con degli amici. Ma d'altronde sono dichiarazioni sempre coerentemente da tutti rese nella fase delle indagini sia dinanzi alla Procura della Repubblica prima dell'avocazione e dopo alla Procura generale. Sono quattro ragazzi che sono andati via intorno alle 2 di notte dalla casa dove si erano riuniti e dove dimorava Valentina Salamone. Hanno girato per Adrano, alcuni hanno fatto anche uso di cocaina e poi alle 4 del mattino tutti hanno fatto rientro nelle rispettive abitazioni".

Il suo assistito ha fatto uso di stupefacenti quella notte?

"No. Mancuso dice di non aver fatto uso di cocaina anche perché, come sostiene un altro amico di quella sera, non poteva in qunato la droga gli procurava delle convulsioni. Il suo organismo, insomma, non tollerava l'assunzione di cocaina".

Cosa ne pensa del movente?

"Un omicidio deve essere assistito da un movente particolarmente forte e importante. E mi pare che in questo caso il movente sia veramente debole.".

Ricorrerete al Tribunale del Riesame?

"Certo perché è l'unico mezzo che abbiamo per una rivalutazione di questi indizi in questa fase cautelare".

Quindi il colpevole è da qualche altra parte?

"Se c'è un colpevole non è Nicola Mancuso".

 


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php