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Vertenza Oda

Tabbita: “L’Asp è in regola
Non ci sono più alibi”


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asp, Catania, oda, prefettura, usb, Politica
CATANIA. “Il c. d. a. non ha più nessun alibi”. Una giornata intensa per i lavoratori dell’Oda che hanno deciso di scioperare: dal corteo sotto la pioggia alle risposte ricevute dall’Asp prima e dall’Arcivescovado poi. Il cinquantaquattresimo giorno di presidio si è aperto con un serpentone di dipendenti che, nonostante la pioggia battente, ha sfilato da via Emanuele fino a Piazza S. Domenico. Un corteo composto ma ugualmente indignato. “Piove sempre sul bagnato” dice un dipendente in attesa, come i suoi colleghi, di quattro mensilità di stipendio arretrate. Già, piove sul bagnato. Lo dimostra quello che i dipendenti si sentono riferire dalla delegazione sindacale che, insieme a un paio di lavoratori, è stata ricevuta dall’Asp. I timori dell’ Usb sono stati confermati. Così Susanna Baudanza a margine dell’incontro“ Il dottore Sirna, direttore generale dell’Asp, ci ha dimostrato grande disponibilità e ci ha fornito importantissimi dati economici”. “Nel 2012 l’Asp ha dato all’Oda ben quindici milioni di euro, da dicembre ad oggi 5 milioni di cui l’ultimo mandato di tre milioni (firmato il 5 marzo): l’Asp è dunque in regola”. I soldi insomma sono stati inviati ma degli stipendi nessuna traccia.

C’è, però, il problema dei sei decreti ingiuntivi che non bloccano il mandato ma rischiano di compromettere il rapporto fiduciario con l’ente e di conseguenza la possibile cessazione delle convenzioni. Proprio nei giorni scorsi, l’Asp aveva convocato padre Russo “per risolvere i problemi economici perché a lungo andare si rischia di compromettere il rapporto fiduciario”. “Con questi dati l’Oda deve liquidarvi tutto, non ci sono più alibi” tuona Tabbita Siena che ha rinnovato, inoltre, la richiesta di dimissioni del c. d. a. Lavoratori e sindacalisti si sono poi recati all’Arcivescovado ma hanno trovato, in un primo momento, le porte sbarrate. Chiuse, del resto, sin dalla mattinata sono rimaste le porte della Cattedrale. Alcuni lavoratori avevano denunciato, poco prima che il corteo partisse, di essersi visti cacciati fuori. Fatto sta che sul portone della Cattedrale a metà mattinata capeggiava un cartello con su scritto: “La Cattedrale oggi rimane chiusa per improrogabili lavori di manutenzione”. Nel pomeriggio, invece, alcuni lavoratori sono stati ricevuti da padre Barbaro che ha promesso loro il pagamento immediato di due mensilità e di una dopo Pasqua. Una proposta che, alla luce di quanto appreso dalla Asp, ha lasciato l’amaro in bocca ai dipendenti. Infatti, in virtù della mole delle somme elargite, i lavoratori hanno richiesto tutte e quattro le mensilità arretrate. Infine, i dipendenti si sono recati in Prefettura per richiedere quello che a questo punto è inevitabile: un incontro con i vertici dell’ente.


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