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IL GIALLO

Marinaio scomparso, aperta inchiesta
Tre persone indagate per omicidio


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CATANIA - E' servito l'intervento di un avvocato per poter avere notizie, ma attorno al caso di Gianluca Bianca finalmente il muro del silenzio si sta dissolvendo. Certo i familiari del comandante del Fatima II scomparso lo scorso luglio vorrebbero poter esultare per il miracolo, ma la strada verso la verità e la giustizia è stata, finalmente, intrapresa.

All'avvocato Giuseppe Lipera, difensore di Moscuzza Antonina e Bianca Anna, rispettivamente madre e sorella di Gianluca è giunta una lettera del Quirinale per rassicurare, come aveva fatto già il ministro Terzi, che lo Stato non ha mai smesso di occuparsi della vicenda e che ha sempre avuto i riflettori accesi dal punto di vista investigativo e diplomatico. Garanzie che arrivano proprio quando è stata annunciata una svolta fondamentale dal punto di vista dell'inchiesta.

Lipera, attraverso un comunicato, informa che domani su disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa ha disposto si procederà ad accertamenti tecnici per il confronto di alcuni reperti. Le analisi saranno svolte dalla Polizia Scientifica di Palermo incaricati direttamente dalla magistratura.  Domani alle 16.30 al Palazzo di Giustizia di Siracusa negli uffici della Procura saranno presenti le parti offese e i loro difensori, i magistrati inquirenti, in particolare i sostituti procuratori Tommaso Pagano e Claudia D’Alitto, che formuleranno i quesiti per il provvedimento d’indagine.

La procura sul caso di Gianluca Bianca ha aperto un'inchiesta dove si ipotizza il reato di omicidio volontario. Nel registro degli indagati sono iscritti (con tanto di nome e cognome) due egiziani e un tunisino, allo stato - definiti dagli inquirenti - latitanti.

 

 

 


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