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l'inchiesta

Salamone, il "gioco" della corda
"Chi è senza soldi si impicchi"


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CATANIA – Non solo cocaina, alcool a fiumi e sesso (PRIMA PUNTATA). Era fervida l'immaginazione degli “amici” di Valentina Salamone, 19enne uccisa, secondo gli inquirenti, dall'ex amante sposato di cui era follemente innamorata.

A due anni di distanza dall'omicidio, il Sostituto Procuratore Generale di Catania ha ascoltato una delle “amiche” di Valentina, Arianna T. La ragazza ha raccontato che un paio di giorni prima del delitto, ad una delle travi della villa era stato appeso, “per gioco”, un cappio come a voler dire, sottolinea Arianna, “chi aveva problemi di soldi si poteva impiccare”.

Solo che il gioco è finito male. Dopo una serata a base di cocaina e alcool, a quella corda è finita appesa Valentina Salamone, l'unica a non aver toccato sostanze stupefacenti durante il festino.

Le domande che si pongono gli investigatori sono semplici: Valentina era in grado di fare il cappio alla corda? Poteva da sola appendere la corda alla trave?

In via teorica Valentina poteva fare passare la corda sopra la trave grazie alla rigidità del trecciato, ma non era in grado di fare il nodo, una gassa d'amante, che non consentiva al cappio di stringersi e quindi serrare il collo. Secondo la tesi della magistratura infatti, Valentina è stata appesa al cappio dopo la morte.

Le contraddizioni nei verbali degli “amici”.
Il nodo è un elemento importante, perché nei giorni del “gioco” della corda, alcuni  "amici" di Valentina sostengono di aver predisposto la fune per l'impiccagione, ma il nodo non sarebbe stato fisso, “il cappio scorreva”, ha detto Arianna T. che ha aggiunto: “Sono sicura che il cappio è stato tolto”. Domanda: Quando è stato tolto il cappio?

Secondo Nicola Mancuso, la corda era stata legata alla trave alcuni giorni prima della morte di Valentina, ma sott'interrogatorio Mancuso ha detto di non sapere chi avesse portato a termine quest'operazione. E ancora, Mancuso ha detto ai magistrati che la corda sarebbe stata tolta non alcuni giorni prima del delitto, ma la sera dell'omicidio, dopo la lite tra Valentina e Alfio S.

A togliere la fune sarebbero stati proprio Mancuso e Giuseppe S., temendo che Valentina, in un momento di sconforto, potesse suicidarsi.

Quindi, riepilogando, dopo il litigio, prima di andare a sniffare cocaina, Mancuso e gli altri avrebbero tolto la corda per evitare che la Salamone si suicidasse.

Ma la versione di Mancuso non è l'unica.
Giuseppe S., il ragazzo che avrebbe tolto, secondo Mancuso, la corda la sera del delitto, afferma invece, come si legge nei verbali, che la fune era stata sciolta qualche giorno prima del delitto, non la stessa sera.

La contraddizioni tra gli “amici” di Valentina, sul “gioco” della corda, non sono finite.
Secondo Mancuso, la corda con il cappio, dopo essere stata eliminata la sera del delitto, sarebbe stata gettata fuori dalla villa e precisamente, secondo quanto ha detto il 19 luglio del 2011, nel terreno antistante il cancello d'ingresso.

Secondo Giuseppe S., al contrario, la corda dopo essere stata sciolta qualche giorno prima dei fatti, sarebbe stata legata alla ringhiera per consentire agli “amici” di dondolarsi con l'amaca.

Altro “amico”, altra versione dei fatti. Sergio R., il custode della villa del delitto, in pratica il padrone di casa, ha escluso categoricamente che prima dell'omicidio qualcuno avesse appeso una corda alla trave. Tesi confermata da Alfio S. e Chiara L.

Altro particolare: prima della cocaina, la festa procede a forza di Vodka e Redbull. L'unica che beve poco è Valentina, perché il suo bicchiere si rovescia.

Ultima domanda: Dopo “il gioco della corda”, chi ha giocato con la corda la sera del delitto? FINE SECONDA PUNTATA

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La replica del legale di Nicola Mancuso - La moglie: "Mio marito è innocente"

I genitori di Valentina: togliete la divisa a chi ha sbagliato

Delitto Salamone, la scena del crimine

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