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Idv, Porrovecchio: "Bianco?
E' lui la vera sinistra"


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Giacomo Porrovecchio
CATANIA - “Il nostro candidato sindaco è Enzo Bianco”. Giacomo Porrovecchio, consigliere provinciale di Rivoluzione civile e commissario della federazione catanese dell'Idv, scioglie ogni riserve ed annuncia a LiveSiciliaCatania quale sarà il posizionamento del suo partito alle prossime amministrative di maggio. Porrovecchio parla da uomo di sinistra e auspica un rinnovato dialogo tra le forze che hanno aderito al cartello elettorale capitanato da Ingroia, aperto pure agli “amici di Sel”. Parlando di provincie ha fatto sapere che non è in sintonia con la proposta di Rosario Crocetta di abolirle. Sulle iniziative della magistratura che hanno investito ultimamente il Consiglio provinciale non ammette fraintendimenti: “Chi ha sbagliato deve pagare”.

Ci sarà Rivoluzione Civile alle prossime amministrative catanesi?

Ci sarà, ma non sappiamo dire con quale simbolo. Perché quello delle scorse elezioni politiche appartiene a Ingroia. Comunque, tutti i partiti che hanno sottoscritto l'alleanza hanno manifestato la volontà di proseguire con questa esperienza. Prosegue dunque il nostro dialogo con Rifondazione comunista. Io mio auspico anche un incontro con gli amici di Sel.

Chi sarà il vostro candidato sindaco?

In questo caso parlo come esponente dell'Idv. L'uomo che rappresenta al meglio le istanze della sinistra a Catania è Enzo Bianco. Un candidato che dimostra pure di avere delle buone possibilità di vittoria. Noi diamo la nostra fiducia a lui, che ha dato già prova di saper fare il sindaco. Non a caso ha lasciato un buon ricordo. Spero che su di lui anche il Pdci e Sel possano dare il loro assenso.

E su Berretta?

Mi pare che la sua candidatura sia scemata definitivamente. Soprattutto dopo il coordinamento Pd di ieri. Su di lui posso dire che sia una bravissima persona e che ha svolto bene il mandato di parlamentare. Come sindaco comunque avrei comunque preferito Bianco. Non presentandosi alle nazionali, ha già fatto una scelta di campo ben definita.

Un giudizio sull'esperienza Stancanelli?

Per i prime due o tre anni non è stato il sindaco di Catania. Le uniche cose che ha saputo dire è davanti alla situazione cittadine “allargava le braccia” e che aveva “trovato un comune al dissesto”. Dalla Provincia regionale questo vuoto lo abbiamo avvertito tantissimo. In seguito è stata fatta qualcosina, ma solo di facciata. Lui ha la grande colpa di non aver detto seriamente quale sia lo stato attuale dei conti al comune, che è prossimo al dissesto.

La candidatura a sindaco della grillina Lidia Adorno, non attingerà dal vostro medesimo bacino di voti?

Certo, il loro bacino è il medesimo del nostro. Laddove però ci sono delle alternative valide e riconoscibili a sinistra, questa erosione è minore. Lo si è visto ad esempio nel Lazio, con Zingaretti. Laddove c'è un candidato credibile e perbene, i grillini non trovano terreno fertile. Siamo soddisfatti dunque che il centrosinistra stia pensando ad una candidatura autorevole come quella di Bianco.

Cosa dite sugli ammiccamenti alla Regione dei grillini con Crocetta per abolire le provincie?

In passato ho raccolto le firme per abolire le provincie e per un totale riassetto degli enti intermedi. Un ente tra comuni e regione, soprattutto quando sono tanto estese come la nostra, deve esistere. La proposta di Crocetta ci mette però in grossa difficoltà. Essa è nata, così, nella trasmissione di Gilletti. Fino a pochi giorni prima lui aveva proposto il solo riordino delle stesse. Penso che abbia voluto dare un contentino ai grillini. Infondo, diciamocela tutta, il progetto presentato è una fotocopia di quello già avanzato da Raffaele Lombardo.

Cosa vuole dire?

Non è un caso che Crocetta sia stato uno degli sponsor di quell'alleanza tra Pd ed Mpa che negli ultimi anni ha governato alla Regione. Tutto torna. L'unica realtà da dire è che non ci sarà alcun risparmio. I 700.000 di cui si parla sono un falso. Questo avverrebbe se licenziassimo tutti gli attuali dipendenti. Ma scoppierebbe la guerra civile.

Come commenta il dato che la Corta dei Conti ha deliberato sullo sfondamento del patto di stabilità 2010 alla Provincia di Catania?

Noi abbiamo sempre votato no a tutti i bilanci. Non ci hanno mai soddisfatto pienamente. Posso diro però che l'aula ha comunque votato dei bilanci sottoposti al parere positivo dei revisori. Se responsabilità ci sono, vanno ricondotte alla parte tecnica degli uffici e alla scorsa giunta, che non ha saputo vigilare sul loro operato.

E sull'inchiesta della magistratura che si è abbattuta sopra sei devi vostri colleghi di Palazzo dei Minorti e che ha portato alle dimissioni di Gianluca Cannavò?

Chi ha sbagliato deve certamente pagare. Non si può truffare lo Stato. Questo è chiaro. Umanamente spero nella loro innocenza. Lì conosco personalmente, non posso dire che siano dei delinquenti. La magistratura faccia, dunque, il proprio dovere.

 


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