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Caltagirone, è dissesto
"Inviare gli atti alla Procura"


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CALTAGIRONE - C'è voluta una seduta fiume, iniziata alle 20 e conclusasi intorno alle 2 di stamane, ma alla fine il consiglio comunale di Caltagirone, con 17 voti favorevoli e 9 contrari, ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario. Dopo la seduta del 31 gennaio scorso rinviata per una nota giunta dalla Regione Sicilia 20 minuti prima dell’inizio del consiglio, nella quale si invitava l’amministrazione ad attendere una “verifica” da parte della Regione in merito alla regolarità del processo che conduceva al dissesto e dopo aver avuto la stessa esito positivo, nella seduta di ieri sera si è registrato l’ennesimo colpo di scena. Un’altra nota, giunta a pochi minuti dall’inizio della seduta, nuovamente da parte della Regione, aveva fatto sperare le opposizioni sulla possibilità che si potesse addivenire al piano di rientro. La nota stavolta non annunciava nulla di nuovo evidenziando solamente la disponibilità da parte della stessa a collaborare con l’Amministrazione Comunale sottolineando che la scelta era ed è di competenza dell’assise cittadina. Un “bacio di Giuda” per i componenti del centro sinistra caltagironese, che secondo indiscrezioni avevano sino a qualche giorno fa, “pressato” il governatore Crocetta, nella speranza di poter sovvertire il dato ormai certo del dissesto.

Pare infatti che nelle scorse settimane alcuni ex amministratori avessero chiesto ed ottenuto un incontro con il Presidente della Regione alla quale avrebbero chiesto di creare i presupposti perché un altro commissario potesse intervenire nel merito del dissesto. Richiesta evidentemente non accolta e che ha di fatto lasciato al Consiglio Comunale, riunitosi nella seduta di ieri sera, la possibilità di esprimersi con il voto sulla proposta di dissesto del Dicembre scorso. Sono stati necessari però due votazioni in merito ad alcuni emendamenti tecnici alla delibera prima di procedere al voto del dissesto. Motivo per la quale la seduta si è prolungata oltremodo.

Dagli scranni dell’opposizione gli interventi si sono concentrati sulla possibilità, che l’Amministrazione avrebbe sottovalutato, di proporre un piano di rientro decennale come previsto dalla normativa vigente. Sulla questione ha argomentato il dirigente ad interim, Giovanna Terranova, sottolineando che l’ipotesi era stata allegata alla delibera di giunta e che, dalle proiezioni, si evidenziava anche con un taglio netto delle spese correnti, l’impossibilità a raggiungere l’equilibrio di bilancio. Le opposizioni hanno però sottolineato come il piano poteva pur essere presentato alla Corte dei Conti che avrebbe deciso sul da farsi. Gli interventi in seno alla maggioranza in Consiglio hanno stigmatizzato invece la condotta delle passate amministrazioni. Caltagirone, infatti, con l’elezione di Nicola Bonanno a Sindaco, consegna la città ad un governo di centro destra, dopo 20 anni di amministrazione di centro sinistra.

Nel corso della seduta, sempre dagli scranni del centro destra è stato chiesto ufficialmente all’Ufficio di Presidenza, di produrre e inviare alla Procura della Repubblica di Caltagirone tutti gli atti inerenti il bilancio a tutela dell’Assise. Ricordiamo, infatti, che la prima stesura del bilancio 2011 consegnava all’Amministrazione Comunale e ai Revisori dei Conti, un bilancio con un attivo di oltre duecento mila euro, divenuti pochi mesi dopo, passivi per oltre ventuno milioni. Folta la partecipazione di cittadini che al di là di qualche, breve, attimo di protesta, ha seguito in maniera composta la seduta che ha visto anche la partecipazione di Polizia e Carabinieri. Le avvisaglie e le segnalazioni infatti in questi giorni di possibili tafferugli c’erano già state e nelle passate sedute più volte il Presidente del Consiglio si era visto costretto a sospendere la seduta per impossibilità a proseguire i lavori per le urla che sostenitori di questa o quella fazione, a più riprese, innalzavano contro gli interventi dei consiglieri comunali.

Nelle prossime settimane il consiglio comunale verrà convocato per approvare non solo il bilancio 2012 ma le maggiorazioni delle aliquote, così come previsto in caso di dissesto. Si preparano dunque momenti delicati per l’amministrazione comunale e per i cittadini di Caltagirone.

 

 


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