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il partito di vendola

Grosso (Sel), apre al M5S:
“Tra loro molti compagni”


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Catania, claudio grosso, m5s, sel, Politica
CATANIA - “Abbiamo eletto un buon numero di parlamentari, ma il risultato del centrosinistra è quello che è”. Una vittoria senza la vittoria, dunque. É questa l'analisi che Claudio Grosso, coordinatore provinciale di Sel, ha esposto agli attivisti e dirigenti del partito di Vendola, convocati ieri al centro Voltaire di via Scuto, a pochi metri dalla pescheria, per analizzare i risultati delle scorse politiche. Un confronto franco, ordinato e, per molti aspetti, “di livello”. Il punto di partenza è stato il dato raccolto a Catania, pari al 2,1% in città e al 1,7% in provincia. Numeri al di sotto della media nazionale. Che rivelano dunque, come ha evidenziato lo stesso Claudio Grosso nella sua relazione iniziale, una tipologia ben precisa dell'elettore catanese di Sel: “Il nostro voto è espressione di una élite borghese e cittadina”.

Una constatazione amara che fa da specchio ad un altra realtà emersa durante le scorse politiche: “Abbiamo perso – ha spiegato sempre Grosso- nelle aree di sofferenza del paese. Abbiamo saputo esporre le criticità di questi segmenti di società, ma non abbiamo saputo parlare direttamente a loro”. Fattore che – come ha spiegato il coordinatore cittadino- “è andato a tutto vantaggio del movimento di Grillo". "Loro – ha precisato- hanno saputo utilizzare parte dei nostri temi, si pensi alla battaglia sulle acque pubbliche o al taglio delle spese militari, ma a differenza nostra, sono stati ritenuti più credibili. La verità è - ha aggiunto- che da quando è nato il governo Monti, abbiamo perso di visibilità, siamo rimasti schiacciati dal tatticismo di Bersani. Ora però dobbiamo tornare a parlare di futuro. Indicare una prospettiva ai giovani. Dobbiamo anche dialogare con il movimento di Grillo. Ci sono tanti punti d'incontro con loro: fino a qualche anno addietro, con la Foti e con il senatore Mario Giarrusso – ha concluso-ci chiamavamo compagni”.

É stata infatti l'analisi sul fenomeno grillino a capitalizzare il dibattito di ieri. Manlio Di Mauro si espresso con una certa criticità rispetto al Movimento a cinque stelle: “Non si può essere buoni o accondiscendenti con chi parla di voler arrivare al 100% dei voti. Sono parole pericolose e totalitarie. Il loro è un atteggiamento – ha sottolineato- fascistoide. Vendola non può stare in silenzio davanti a certi attacchi alla democrazia. Non dobbiamo dialogare con Grillo, ma con il suo elettorato e capire il loro disagio”.

Per Paolo Castorina, ex sindaco di Aci Castello e docente di fisica teorica, la questione è più complessa ancora: “Oggi viviamo la crisi dei corpi intermedi. Partiti, sindacati, associazioni, ma anche Chiesa – ha spiegato-sono visti come dei luoghi di potere finalizzati al potere stesso di chi vi appartiene. L'idea di Grillo, anche grazie al web, propone di superare queste organizzazioni, portando in un certo senso nei palazzi del potere il 100% della popolazione. La proposta di Grillo e Casaleggio è ambiziosa. Sono conviti – ha aggiunto- che il loro modello sia esportabile a livello mondiale. Per questo parlano solo con la stampa estera. Il punto è che, tornado a Sel e alle altre sigle della sinistra, sono strutture ancorate al vecchio schema del Pci. Questo tipo d'impostazione – ha concluso- non funziona più”.


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