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Sudano: “Fiducia in Stancanelli.
Pogliese? Ho letto sui giornali"


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CATANIA - “Senza unità si perde”. Valeria Sudano, parlamentare regionale del Cantiere Popolare, ha le idee chiare su quale dovrà essere la strategia del centrodestra catanese in vista delle amministrative di maggio. Ragiona sulla scorta degli oltre seimila voti raccolti nella provincia di Catania durante le scorse regionali. “Se siamo uniti - ha sottolineato - vinciamo al primo turno”. Non ha dubbi neanche sul programma: “Non dobbiamo inseguire i grillini”. Allo stesso modo crede che il candidato naturale del centrodestra sia l'uscente Raffaele Stancanelli: “Ha lavorato bene – ha detto - quindi ha la nostra massima fiducia”. Sull'ipotesi di candidatura del vicepresidente dell'Ars, Salvo Pogliese, ha una reazione piccata: “Non sono stata contattata da nessuno”.

Il Cantiere popolare presenterà una sua candidatura a sindaco per le amministrative di maggio?

Con questo sistema elettorale, è improprio parlare di scelte dei singoli partiti. Preferiamo ragionare in termini di coalizione. Come centrodestra siamo in alto mare. Non abbiamo ancora avuto modo d'incontrarci. Io sono per farlo quanto prima. L'ho già chiesto pubblicamente. Siamo agli sgoccioli. É necessaria però la massima unità tra le diverse anime della coalizione.

Avete un'idea sul possibile candidato unitario?

Noi siamo in giunta con Stancanelli. Lui è il nostro punto di partenza. La coalizione ha poi l'obbligo di trovare una sintesi condivisa. Vedo che ognuno sta avanzando altri nomi. Noi del Cantiere Popolare, in questa fase, non vogliamo avanzare alcun nome alternativo. Lo faremmo solo nel caso in cui saltasse la coalizione. Ma non me lo auguro affatto. Anche perché non gioverebbe a nessuno.

Come valutate l'ipotesi di Pogliese sindaco?

Io sinceramente non sono stata contattata da nessuno. Credo che sia solo una cosa lanciata sui giornali. Ripeto, tavoli di discussione non ce ne sono stati.

Stancannelli merita un secondo mandato?

Sì, ha lavorato bene. Quindi, da parte nostra, ha la massima fiducia. Ma ripeto: ci vuole unità, sennò si perdono le elezioni. Non nascondiamoci dietro un dito. È necessario che questo principio il centrodestra lo abbia ben presente. Per questo ci tengo a ribadirlo.

C'è qualcosa che in questi anni il Sindaco Stancanelli avrebbe potuto fare e non ha fatto?

Ogni amministrazioni porta con sé delle incompiute. Credo che, riguardo all'esperienza degli assessori tecnici, sarebbe stato più opportuno puntare ai politici, che conoscevano molto di più la città e i bisogni della cittadinanza.

La prossima giunta dovrà essere dunque esclusivamente politica?

Sì, assolutamente. L'anti-politica va combattuta con la buona politica. Non con i tecnici.

Temete un buon risultato del Movimento cinque stelle?

Se si continua a inseguirli sulla loro piattaforma, sui loro desiderata, senza badare alla concretezza dell'azione amministrativa, credo che il Movimento di Grillo andrà avanti. I partiti devono mettersi in testa che la via dell' antipolitica non può essere percorsa. Il rischio è farli vincere ancora.

Bianco è un valido avversario?

É sicuramente molto conosciuto in città, e può vantare pure un esperienza amministrativa. Ma se il centrodestra è unito, si vince al primo turno.

Qual'è invece lo stato di salute del vostro partito?

Continua a essere un piccolo partito, fatto però di militanti. Viviamo oggi una grande collaborazione con il Pdl. Alle scorse politiche abbiamo raggiunto un accordo con Alfano, candidandoci all'interno delle liste azzurre. Nei fatti c'è un sostanziale accordo su molti temi, anche se noi battiamo tantissimo sui quelli della nostra tradizione popolare. La nostra è una storia particolare: proveniamo dall'Udc e crediamo realmente nella nascita di un unico grande contenitore delle forze popolari in Italia. Il nostro nome è indicativo di questo progetto.

E sulla proposta di Rosario Crocetta di abolire le provincie?

Non sono assolutamente d'accordo. Soprattutto per come è stata espressa. In realtà, la proposta avanzata all'Ars, non farà altro che triplicare le provincie stesse sotto tutti i profili. L'unica differenza è che, a differenza degli sprechi, verrà eliminato soltanto l'aspetto democratico. Già erano state avanzate delle proposte serie in aula che poteva ridurre fruttuosamente indennità, consiglieri e assessori. Qui si va verso un'altra direzione. Io sono per il mantenimento delle elezioni di primo grado, con l'intervento diretto dei cittadini.

 

 


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