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Protesta anche a Catania

Riecco i Forconi, rischio blocchi
Crupi: "La gente è con noi"


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Catania, Crupi, forconi, protesta, Politica
CATANIA. La protesta dei Forconi mette in fibrillazione anche Catania. Dalla mezzanotte a cavallo tra domenica e lunedì, scatteranno i presidi ai caselli autostradali: tra cui, molto probabilmente, anche quello di San Gregorio. “Domani chiederemo alla Questura le relative organizzazioni – spiega a Livesiciliacatania uno degli storici portavoce del movimento, Franco Crupi -: segnaleremo i nostri presìdi ma autorizzazioni o meno noi andremo avanti”.

Perché siete convinti ad andare avanti?

“Perché si deve comprendere che il problema non è nostro o di una sola categoria: le difficoltà ormai sono di tutti. E la gente ogni giorno ci dimostra la sua vicinanza e lo farà anche da giorno 11 marzo. La gente è con noi”.

Non tutte le categorie che dovrebbero aderire allo stop sono, però, d’accordo con voi.

“Ognuno ha i propri punti di vista. Ma su uno siamo tutti d’accordo: dobbiamo porre fine a questo sistema che da decenni ha messo alla fame al Sicilia. Ma questa volta la protesta non è solo della Sicilia bensì di tutto il Meridione”.

Com’è il vostro dialogo con l’attuale governo regionale?

“Con la Regione diverse questioni possono essere affrontate assieme ma bisogna capire che dobbiamo lottare per avere riconosciuti i nostri diritti direttamente dallo Stato italiano. Ci hanno messo alla fame e le famiglie stanno morendo di stenti sommersi da bollette da pagare senza che si capisca secondo quale introito dovrebbero mantenersi”.

Di cosa parlate ad esempio?

“Ad esempio, la questione della Serit i cui interessi per l’80% ce li fa pagare lo Stato: ormai a casa dei poveri agricoltori arrivano solo le cartelle esattoriali. Ma è ammissibile tutto questo? Ci hanno tolto la dignità e ce la riprenderemo!”.

Fermerete tutto per giorni?

“Noi non fermeremo niente. Intanto, ci diamo appuntamento a domenica sera e poi vediamo che succede strada facendo: c’è una terra in ginocchio, un’isola abbandonata, categorie ed imprese che muoiono ogni giorno. Noi non vogliamo essere complici di questo disastro e siamo già in ritardo: ci vuole uno scatto d’orgoglio e di dignità”.


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