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L'amministrazione: "Doverosa attività di riscontro"


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Catania, corte dei conti, ici
CATANIA - Da Palazzo degli Elefanti la nota sull'ìndagine svelata da LiveSiciliaCatania. 

"In riferimento all'articolo relativo a una presunta indagine della Guardia di Finanza sulla riscossione dell'Ici a partire dal 2002, desunta da una richiesta di atti pervenuta al Comune, l'assessorato al Bilancio specifica quanto segue:

A far data del 2002 solo per i fabbricati di categoria D (Opifici) le aziende pagavano l'Ici sul valore contabile anziché su quello catastale. La differenza di imposta non riscossa, veniva rimborsata dallo Stato. Per elaborare i dati dichiarati dalle aziende, al fine di stabilire l'ammontare della quota ICI da riconoscere ai Comuni, si è dato mandato a un'azienda esterna, analogamente a tanti altri enti locali italiani. L'attività demandata all'esterno attiene solo al 2% circa dell'entrata complessiva e il Comune entro pochi giorni  completerà il riscontro richiesto, particolamente gravoso visto che si tratta di dati afferenti a oltre dieci anni di rendicontazione. Al fine di valutare la congruità del contributo richiesto allo Stato sulla perdita del gettito Ici, risulta che analoga attività istruttoria conoscitiva è stata avviata in tutti i Comuni che si sono avvalsi della procedura. Pertanto, è fuorviante considerare questa doverosa attività di riscontro ministeriale come un'indagine della Guardia di Finanza sul Comune per l'attività di riscossione dell'Ici”.


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